Quotidiani locali

Sangue, donazioni a picco
ma è tempo di ripartire

Tra il 2011 e il 2017 sul territorio di Lucca si sono perse quasi 5mila unità. Oggi si celebra la giornata mondiale del donatore: il San Luca prolunga l’orario 

LUCCA. Allarme rosso. È il caso di dirlo visto che parliamo del preoccupante calo delle donazioni di sangue registrato tra il 2011 e il 2017. Una diminuzione di 4.468 unità, come si può vedere dalla grafica qui a fianco. Ancora più preoccupanti sono i dati di inizio 2018: tra gennaio e giugno a Lucca, Barga e Castelnuovo sono state effettuate appena 5.681 donazioni. Un numero che pone l’ambito territoriale dell’ex Asl 2 agli ultimi posti a livello regionale. Quella per le donazioni di sangue è una battaglia culturale che si combatte ogni giorno e in particolare oggi, Giornata mondiale del donatore di sangue. Per l’occasione il Servizio trasfusionale di Lucca prolungherà l’orario dedicato alla raccolta di sangue, e amplierà la possibilità di prenotazione, fino alle 12. Un modo per favorire la donazione di quanti vorranno celebrare al meglio l’appuntamento. Una data non casuale: il 14 giorno è nato il biologo austriaco Karl Landsteiner, scopritore nel 1900 dei gruppi sanguigni.

Di questo e altro Il Tirreno ha parlato con la dottoressa Rosaria Bonini, direttrice della struttura complessa di Medicina trasfusionale ed Immunoematologia dell’ambito territoriale di Lucca: «Il sangue è una risorsa terapeutica indispensabile per la vita di molti pazienti – spiega la dottoressa – Purtroppo il calo delle donazioni è un fenomeno generalizzato: secondo i dati del Centro nazionale sangue in Italia nel 2017 abbiamo avuto circa 8.000 donatori in meno rispetto all’anno precedente. In totale le donazioni (ogni soggetto normalmente ne fa più di una all’anno, ndr) sono calate di circa 30.000 unità. Il nostro territorio, purtroppo, rientra pienamente in questo trend».

I fattori che hanno determinato questo andamento sono diversi: in primis il ricambio generazionale. Di fatto non c’è stato un pieno un turnover tra vecchi e nuovi donatori nonostante i progetti portati avanti nelle scuole per sensibilizzare gli studenti sull’argomento. Determinante anche la stretta sugli esami e il rinnovamento delle procedure. Un tempo chi andava a donare veniva sottoposto a una visita completa e a una serie di esami, anche piuttosto approfonditi. Insomma, era una sorta di check up. Per l’Asl molti controlli erano superflui e così (per tagliare le spese) dal 2012 si è cambiato registro: si fanno solo gli esami standard (emocromo, Hiv, epatite) mentre il controllo completo viene effettuato solo una volta l’anno. È chiaro che i donatori sono stati meno incentivati. Ancora più deleteria sotto il profilo motivazionale è stata l’introduzione della cosiddetta donazione differita. Dall’inizio del 2015 il donatore è costretto a venire due volte: la prima fa i controlli e se è tutto ok, torna una settimana dopo per fare la donazione. Così serve il doppio del tempo. Certo è che così i controlli sono molto più approfonditi e la sicurezza in questo campo non è uno scherzo.

Il caldo delle donazioni è comunque nei fatti: «Ad oggi non siamo in emergenza – spiega la dottoressa Bonini – Il fabbisogno del territorio è coperto e dall’inizio dell’anno non siamo mai stati costretti a rimandare interventi per mancanza di sangue. Qualche problema ci fu nel 2017 in concomitanza con il blocco delle donazioni nel Lazio a causa dei casi di Chikungunya: la Toscana si mobilitò inviando le proprie scorte e anche noi facemmo la nostra parte. Ora la situazione è in controllo ma in futuro le cose potrebbero complicarsi: la popolazione invecchia e il fabbisogno di sangue è destinato ad aumentare. I maggiori “consumatori” sono nei centri trasfusionali che trattano malati cronici affetti da patologie quali le mielodisplasie o le anemie da sanguinamento. Le maggiori carenze? Riguardano lo 0 negativo, è il gruppo più raro e di cui ci sono meno scorte nelle nostre frigo emoteche».

Per capire qual è la situazione basta dare un’occhiata al “meteo del sangue”, la pagina web della Regione Toscana aggiornata in tempo reale. Nel momento, in cui scriviamo, ad esempio, si segnala un’emergenza per gravissima carenza di sangue del gruppo 0, sia negativo che

positivo. Coloro che non sono ancora donatori e sono intenzionati a diventarlo possono rivolgersi alle tante sedi delle associazioni (Fratres, Cri, Croce Verde, Avis, Autonomi, Fidas) o andare direttamente ai servizi trasfusionali degli ospedali di Lucca, Barga e Castelnuovo.
 

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