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Ladri a San Vito: sfondano la parete e rubano pc e tablet

Furto nella lavanderia sulla Vecchia Pesciatina. I malviventi scappano portando via anche l’impianto di videosorveglianza

LUCCA. Hanno forzato la serranda che da sulla via Vecchia Pesciatina e poi, attraverso un buco nella parete di cartongesso sono riusciti a entrare nella zona della lavanderia self service 1000Bolle riservata al personale, l’unica all’interno della quale poteva esserci qualcosa di valore da portare via. Ma per fortuna l’allarme è scattato mandando all’aria, almeno in parte, il loro piano. Perché qualcosa i malviventi (l’ipotesi è che fossero più di uno), entrati in azione nella notte tra venerdì e sabato, sono riusciti comunque a rubare - un computer, un tablet e l’impianto dvr di videosorveglianza - ma alla cassa invece non hanno fatto in tempo ad arrivare.


«Sicuramente pensavano che non ci fosse un sistema d’allarme - spiega il titolare della lavanderia, Amerigo Sodini ancora incredulo per quanto accaduto nella sua attività - e quando è scattato sono stati presi alla sprovvista e hanno fatto razzia delle prime cose che hanno trovato nell’ufficio: un notebook Samsung, il tablet e il supporto dvr. Si devono essere accorti che le telecamere avevano registrato tutto quel che avevano fatto e a quel punto, per paura di essere riconosciuti, hanno portato via anche quello scappando senza lasciare traccia».
L’allarme, collegato al cellulare di Sodini, è scattato intorno alle 2 del mattino ma purtroppo il titolare si è accorto solo diverse ore dopo di aver ricevuto il messaggio d’avviso. «Quando sabato mattina sono arrivato alla lavanderia - spiega ancora - ho visto la serranda della vetrina destra leggermente sollevata. Poi quando sono entrato ho notato immediatamente il buco nella parete di cartongesso che separa l’area della lavanderia vera e propria da quella riservata al personale. È un buco molto piccolo dal quale può essere passata solo una persona molto magra. L’ufficio non era nemmeno tanto in disordine e non mancava altro oltre ai vari supporti digitali».

Non appena si è reso conto di quel che era accaduto, Sodini non ha potuto fare altro che chiamare la polizia per denunciare quel che era accaduto. «Mi auguro che in qualche maniera riescano a risalire ai responsabili di questo furto - dice - In tre anni è la prima volta che entrano a rubare in questa lavanderia». L’altra speranza di Sodini è quella di ritrovare almeno il suo computer portatile, sul quale dice «erano archiviate informazioni importanti oltre ai tanti ricordi personali». Per quanto riguarda poi la stima dei danni, il titolare della lavanderia parla di 3-4 mila euro. «Fra tutto la cifra più o meno è quella - conclude Sodini - e meno male che non hanno scassato altro perché sarebbe potuta andare anche peggio».

Federica Scintu
 

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