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Stroncata a 56 anni da una malattia

Cinzia Masi è morta a San Vito, dove abitava da tempo faceva l’operaia ma aveva lavorato anche come camionista e buttafuori 

LUCCA. Diceva sempre che contro quel brutto male avrebbe vinto lei, che avrebbe combattuto fino in fondo, con tutte le sue forze.

Perché Cinzia Masi, lucchese di 56 anni, di prove difficili nella sua vita ne aveva già dovuto affrontare tante ma non si era mai arresa e alla fine, tenendo duro e senza perdere mai il sorriso, era riuscita ogni volta a rialzarsi e ad andare avanti. Come quando da giovane per mantenere lei e sua figlia saliva a bordo di un Tir e percorreva le strade di tutta Italia. O come quando la notte lavorava come buttafuori nelle discoteche.

Ed è con questo spirito da vera combattente che aveva reagito alla terribile malattia che purtroppo, in appena dieci mesi, se l’è portata via gettando nello sconforto tutta la sua famiglia e i tanti amici e conoscenti che durante tutto questo tormentato periodo non l’hanno mai lasciata sola.

Già dalle prime ore della mattinata di dell'8 giugno la notizia della morte di Cinzia Masi, si è diffusa rapidamente prima nel quartiere di San Vito, dove la donna abitava e poi, anche tramite i social network, in tutta la città. Cinzia infatti, diventata madre quando aveva appena 16 anni, ha sempre lavorato sodo per mantenere la sua famiglia: prima come camionista instancabile, percorrendo migliaia di chilometri giorno e notte, e poi come buttafuori nelle discoteche della zona. «Le piaceva tanto stare a contatto con la gente - racconta un’amica che la conosceva bene - e infatti fino a qualche anno fa ha continuato comunque lavorare nei locali. Anche per questo motivo era molto conosciuta qui a Lucca. Più recentemente invece aveva cominciato a fare l’operaia in una ditta». Poi, ad agosto, la diagnosi di quella terribile malattia dalla quale purtroppo non è riuscita più a riprendersi. «Nonostante stesse molto male - racconta ancora l’amica della donna - il 1° giugno ha comunque festeggiato il compleanno della sua unica figlia Raffaella, alla quale era davvero legatissima».

Un gesto d’amore estremo accompagnato anche da un messaggio che Cinzia ha pubblicato su Facebook: «Sto pensando - si legge - che ho una figlia che amo con tutta me stessa che non vorrei mai lasciare». Una figlia che l’ha assistita fino all’ultimo istante confortandola e dandole tutto il supporto possibile.

Cinzia era una donna generosa tanto che la famiglia, rispettando un suo volere, ha dato l’autorizzazione all’espianto delle cornee. «Non ha mai perso il sorriso e la voglia di fare dell’ironia - racconta ancora l’amica - era lei, nonostante stesse soffrendo tanto, a tirarci su di morale. Il suo desiderio è sempre stato quello di aiutare gli altri e di fare del bene; per questo ha deciso di donare le cornee». Era il 1994 quando il quotidiano La Repubblica dedicò un articolo a Cinzia Masi: aveva trent’anni ed era una delle nonne più giovani

d’Italia. Sua figlia Raffaella infatti diede alla luce una bambina quando aveva quattordici anni. Cinzia, oltre a lei lascia anche un altro nipotino. Il funerale della donna sarà celebrato lunedì 11 giugno alle 15.30 nella cappella dell’obitorio al Campo di Marte.

 

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