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Venduto a 2,3 milioni  Palazzo Tommasi

Venduto a 2,3 milioni Palazzo Tommasi

Cassa depositi lo cede a una società di Milano: a luglio i lavori

LUCCA. Palazzo Tommasi, ci siamo. A metà luglio riprenderanno i lavori alla struttura che si affaccia su piazza Santa Maria Forisportam. Una società con sede a Milano costituita ad hoc da tre imprenditori – due toscani e un lombardo, il varesino Eugenio Amos, marito di Margherita Missoni – ha acquistato il bene da Cdp investimenti Sgr, una controllata di Cassa depositi e prestiti. La somma pagata dal triumvirato di imprenditori – oltre a Eugenio Amos ci sono l’immobiliarista pistoiese Nicola Giaconi e l’imprenditore Alessandro Fulceri, nativo di Pisa – si aggira sui 2,3 milioni di euro, al netto degli oneri accessori. L’atto è stato siglato nei giorni scorsi nello studio del notaio lucchese Domenico Costantino ma l’acquisizione del palazzo non può ancora dirsi definitiva: la procedura per l’alienazione dei beni in mano a Cassa depositi e prestiti prevede che gli enti pubblici del territorio vengano informati e che dal momento della notifica dell’atto di vendita, debbano trascorrere 60 giorni, al termine dei quali – se non sono arrivate obiezioni – l’acquisto diventa ufficiale e definitivo. Dopo aver ricevuto il permesso di costruire da Comune e Soprintendenza (il bene è vincolato) Sdp ha concluso la vendita a favore della società individuata tempo addietro con un bando.

Le impalcature all’esterno di palazzo Tommasi sono montate da mesi, ma dopo alcuni lavori preliminari coordinati da Cdp, l’intervento di recupero è rimasto fermo in attesa che le procedure burocratiche si sbloccassero e che i nuovi proprietari entrassero in possesso del bene. Nel frattempo l’interesse dei curiosi attorno all’immobile non si è mai placato. «Scusi, ma cosa ci fanno in questo palazzo? E quanto costano gli appartamenti?», queste le domanda che alcuni turisti ma anche molti lucchesi pongono a chi vive o lavora nelle vicinanze Santa Maria Forisportam. E tali chiacchiere spesso si sono concretizzate in qualcosa di più della semplice curiosità. Il progetto prevede la realizzazione di 15-16 appartamenti di pregio, con metrature importanti (sopra i 150 metri quadrati, a parte un immobile di 90), molti dei quali sono praticamente già venduti. Gli aspiranti acquirenti hanno già imbastito i compromessi: per metà i nuovi residenti di palazzo Tommasi saranno cittadini lucchesi, per l’altra metà persone che vengono da fuori regione o addirittura da fuori Italia (ci sono un americano e alcuni europei). I prezzi? Top secret. Il mandato di vendita delle lussuose dimore è stato affidato a una agenzia immobiliare di Lucca.

A curare l’intervento di recupero per conto della nuova proprietà è l’architetto pistoiese Andrea Gualtierotti. «L’idea è quella di avviare i lavori entro la metà di luglio – dice – Partiremo dal rifacimento delle facciate e delle coperture con l’obiettivo di smontare le impalcature esterne tra febbraio e marzo, in modo da liberare la piazza. A quel punto ci concentreremo sugli interni. Il progetto conserva la filosofia originale dell’abitazione dell’epoca, con la circolazione rotatoria lungo le finestre esterne, la peculiarità di una stanza dentro l’altra tipica delle dimore di allora. Per

l’esterno, c’è l’idea di ricostruire il giardino originale in una posizione leggermente diversa». Poi ci sarà da trovare una soluzione al nodo parcheggi: l’idea è di usare degli spazi accessori ma serve un confronto col Comune. Palazzo Tommasi dovrebbe essere pronto nell’estate 2020.

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