Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Michelangelo mancino? Lazzeri risolve il caso

Il medico garfagnino ha analizzato un autoritratto del grande artista Secondo le sue conclusioni si “costrinse” a usare la destra per i pregiudizi

CASTELNUOVO . Michelangelo Buonarroti era un mancino naturale anche se si esercitò a dipingere con la mano destra per via dei pregiudizi. Lo ha scoperto il dottor Davide Lazzeri di Castelnuovo di Garfagnana nel corso del suo ultimo studio sull’analisi della mano dominante dell’artista.

Tutto è nato da un autoritratto di Michelangelo del 1525, Lazzeri è così balzato alle cronache internazionali. Dopo diverse pubblicazioni e riconoscimenti internazionali, partecipazioni ad importanti trasmissioni televisive, il 36enne chirurgo di Castelnuovo è sempre più un riferimento nella chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica.

«Michelangelo si autoritrae mentre dipinge con la mano destra – spiega il dottor Lazzeri – in letteratura non vi è accordo sulla mano dominante di Michelangelo. Da una parte c’è chi sostiene fosse mancino, dall’altra però, gli studiosi dei suoi disegni segnalano come il tratto della matita vada da destra a sinistra dall’alto in basso, come un destro naturale.

«Ho cercato di dirimere questo dubbio. Quindi Michelangelo, mancino naturale, fin dalla giovane età, si esercita a far diventare la destra la sua mano dominante nelle azioni di dipingere e disegnare, mentre mantiene la dominanza della sinistra nelle azioni che richiedono forza. Nella cultura occidentale, l’essere mancino è da sempre stato associato con aspetti negativi della personalità e molti pregiudizi riguardanti i mancini si sono tramandati dai tempi antichi. Sicuramente tali pensieri erano estremamente forti ai tempi di Michelangelo, tanto più per gli artisti che lavoravano costantemente a contatto con il clero. L’etimologia stessa della parola mancino deriva dal latino mancus che significa storpio, mutilato e sottolinea precisamente le implicazioni negative dei mancini, trattati come disabili nel passato e perfino costretti ad imparare a usare la mano destra con la sinistra legata dietro la schiena. Anche la parola sinistro è usata costantemente come sinonimo per eventi sfavorevoli come incidenti e sciagure. La causa principale di questa discriminazione sta nel fatto che i sinistri sono in numero minore».

Molto probabilmente un ruolo fondamentale all’epoca di Michelangelo lo ha giocato anche la chiesa: «È scritto nella Bibbia: nel giorno del Giudizio universale, i “giusti” siederanno alla destra di Cristo e gli “empi alla sinistra”; i primi erediteranno il regno, i secondi bruceranno tra le fiamme dell’inferno».

Questa la conclusione del lavoro del dottor Lazzeri che già aveva studiato Michelangelo scoprendo la malattia degenerativa di cui soffriva: «Si credeva fosse la gotta, invece molto probabilmente si trattava di artrosi. Il nostro studio ha fatto il giro del mondo, fa parte della cosiddetta “medical art diagnosis”, ovvero diagnosi medico – artistica. Abbiamo analizzato tre opere in cui il grande artista Michelangelo veniva ritratto in vita o postumo. In tutti e tre i quadri Michelangelo mostra segni di deformità della sua mano sinistra. Con questo e con la sua biografia ed alcune lettere in cui il maestro descriveva sintomi specifici di inabilità delle proprie mani, siamo giunti alla conclusione che l’artista fosse afflitto da osteoartrite degenerativa».

Insomma, il dottor Lazzeri prosegue nel portare alto il nome della Garfagnana nel mondo aspettando la prossima scoperta o il prossimo intervento eccezionale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA