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Ascit è al top nella qualità del vetro raccolto

CAPANNORI. Ascit eccelle nel recupero del vetro e ottiene il 100% del corrispettivo dal consorzio Coreve. Le analisi condotte, come di consueto, sul rottame vetroso che l’azienda di raccolta rifiuti...

CAPANNORI. Ascit eccelle nel recupero del vetro e ottiene il 100% del corrispettivo dal consorzio Coreve. Le analisi condotte, come di consueto, sul rottame vetroso che l’azienda di raccolta rifiuti per i Comuni di Capannori, Altopascio, Porcari, Montecarlo, Pescaglia e Villa Basilica, conferisce alla piattaforma Revet di Pontedera, confermano l’impegno e l’attenzione nel raggiungere gli obiettivi di riciclo.

Il campione totale di 308, 51 kg di materiale vetroso da imballaggio, infatti, ha superato a pieni voti il controllo qualità. Da questo è risultato che il materiale conferito da Ascit non supera l’1% di impurità e lo 0,3% di materiale infusibile. Dall’esito delle analisi che Coreve predispone una volta ogni sei mesi, Ascit è risultata nella fascia qualitativa A, riuscendo a ottenere il massimo del contributo economico assegnato dal consorzio per il conferimento corretto del materiale. I dati di Ascit evidenziano che i maggiori ricavi provengono proprio dalla vendita del vetro, insieme al multimateriale leggero e alla carta. Nel 2017, sulla base delle tonnellate di rifiuti da imballaggio che Ascit ha riconsegnato al consorzio, ha ricavato circa 120.000 euro da Coreve per gli imballaggi in vetro.

A Coreve, che opera all’interno del sistema Conai – Consorzio nazionale imballaggi, aderiscono i produttori di vetro cavo meccanico per imballaggio e gli importatori, sia imbottigliatori che grossisti, che pagano un contributo allo stesso consorzio. Una cifra che, in parte, viene riassegnata ai gestori del servizio di raccolta rifiuti, in questo caso Ascit, sulla base della qualità del vetro conferito. Il sistema di controllo è molto rigido: il rottame di vetro consegnato da Ascit viene fatto scorrere sui setacci costituiti da maglie larghe 2cm x 2cm. Tutto ciò che cade al di sotto prende il nome di “sottovaglio”, considerato “frazione fine” e pertanto

non ammessa. A questo si aggiunge il materiale indesiderato costituito da vetro non da imballaggio. Sulla base di una tabella, il totale dei rifiuti non conformi, calcolato in peso, viene decurtato dal contributo che il consorzio assegna all’azienda che gestisce i rifiuti.



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