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«Dai cittadini un no alla fusionemania»

CASTIGLIONE. Ancora una volta, la fusione non s’ha da fare. Dopo i primi due esperimenti culminati con la nascita di nuovi Comuni (Fabbriche di Vergemoli e Sillano-Giuncugnano), la gente della...

CASTIGLIONE. Ancora una volta, la fusione non s’ha da fare. Dopo i primi due esperimenti culminati con la nascita di nuovi Comuni (Fabbriche di Vergemoli e Sillano-Giuncugnano), la gente della Garfagnana rigetta le unioni forzate. E così, dopo il referendum per la nascita di un Comune unico tra Villa Collemandina e Castiglione Garfagnana, la Lega, da sempre contraria a ogni forma di fusione, si gode il successo: «La scorsa settimana siamo intervenuti nei due comuni coinvolti per spiegare la nostra posizione sulle fusioni – dichiara il segretario di zona Simone Simonini – abbiamo coinvolto i nostri consiglieri regionali, i quali hanno spiegato punto per punto sia i fattori positivi che negativi. La nostra posizione non è favorevole a questo tipo di proposta, poiché i finanziamenti dovrebbero arrivare a prescindere intorno a progetti ben delineati e non a pioggia come previsto dagli accorpamenti».

Dunque, questa scelta degli elettori suonerebbe come una bocciatura delle strategie messe in atto dalla Regione: «In Toscana purtroppo – prosegue il segretario – è scoppiata la fusionemania, dove si cerca di fondere i comuni solo per trarne un vantaggio economico, che in molti casi come sottolineato da cittadini di Comuni fusi, non si è visto» . Ma ogni referendum fa storia a sé, secondo l’esponente del Carroccio: «Purtroppo nei due comuni coinvolti è mancata una comunicazione informativa reale, dove si sarebbe dovuto spiegare sia i possibili vantaggi ma anche gli svantaggi, mentre i promotori del sì hanno puntato tutto sul fattore del vantaggio economico. L’articolo 5 della Costituzione riconosce e promuove le autonomie locali e attua il più ampio decentramento amministrativo, quindi i sindaci devono, anziché cedere alle tentazioni, imporsi per garantire le autonomie locali». (n.b.)