Quotidiani locali

Un salasso nei comuni più piccoli

Nel 2016 imposte locali in calo, ma non ovunque: situazioni meno favorevoli nella Valle del Serchio

LUCCA. Calano le imposte locali in Lucchesia: fra il 2015 e il 2016, in media, sono passate da 586 a 465 euro pro capite, che in percentuale significa una flessione di oltre il 20%. Ma visto che si tratta di medie e che vale sempre la legge dei polli di trilussa, dietro questi umeri ci sono realtà variegate. Come quella dei comuni piccoli e medio-piccoli, dove il prelievo è mediamente più alto. Non a caso al primo posto troviamo Sillano Giuncugnano, sia nel 2015 che nel 2016. E nelle prime dieci posizioni si trovano solo comuni della Valle del Serchio, con l’eccezione di Porcari. Territori complicati, dunque, con costi della macchina comunale che non possono essere compressi oltre un certo limite, per garantire la stabilità dei conti. La popolazione esigua fa il resto: la cifra totale viene divisa per un numero più piccolo, risultando così più alto il prelievo pro capite.

Il calcolo. Le cifre che proponiamo, e che riguardano tutti i comuni della provincia ad esclusione dei sette della Versilia, sono state calcolate sulla base dei bilanci consuntivi per il 2015 e per il 2016 certificati al ministero dell’economia e delle finanze. I valori presi in considerazione sono quelli alla voce “Imposte, tasse e proventi assimilati”, considerando che vengono contemplate sia le riscossioni in “conto competenza”, cioè quelle relative all’anno in corso, sia quelle in “conto residui”, cioè relative ad anni precedenti.

Il fattore Tasi. Non ci sono, però, soltanto le note negative. Come dimostra la tabella che pubblichiamo qui a fianco, infatti, ci sono tanti segni “meno” davanti alle variazioni in percentuale rispetto all’anno precedente. Complessivamente, sono 19 i comuni che fra 2015 e 2016 hanno visto scendere il prelievo fiscale, contro otto che hanno registrato un aumento. In buona parte responsabile di questa variazione è l’azzeramento della Tasi sulle prime case, con eccezione di quelle classificate come di lusso: il provvedimento adottato dal Governo Renzi è entrati in vigore proprio nel 2016. Si tratta di soldi che sono rientrati poi nelle casse dei comuni attraverso il Fondo di solidarietà, alimentato (in parte) anche con i soldi pagati dai cittadini per l’altra imposta sul mattone, l’Imu. Proprio l’Imu, imposta introdotta dal Governo Monti e poi pesantemente modificata nel corso degli anni, rimane comunque una voce fondamentale dei bilanci degli enti locali. Sempre in tema di imposizioni fiscqali sugli immobili bisogna ricordare che ormai da diversi anni non è più consentito ai Comune di innalzare le aliquote.

Il caso rifiuti. Discorso diverso per le imposizioni sulla raccolta dei rifiuti. In questo caso, infatti, la legge prevede che le bollette servano per coprire interamente i costi sostenuti per il servizio. Ogni anno, dunque, i gestori preparano un piano economico finanziario in base al quale vengono stabilite le tariffe. Le bollette, dunque, cambiano di anno in anno e la maggior parte delle volte queste variazioni sono in aumento. Nel caso del Comune di Lucca il bilancio di Sistema Ambiente ci racconta che nel 2015 i ricavi dell’allora Tares sono stati di 18.126.684 euro, mentre l’anno successivo sono saliti a 21. 602.531. Di questo incremento, però, non c’è traccia nel bilancio del Comune di Lucca. Che - anzi -è quello che

vede diminuire di più le imposte procapite. Il motivo? Nel 2016 è entrata in vigore la Taric, l’imposta puntuale sui rifiuti che viene contabilizzata direttamente da Sistema ambiente, senza transitare dai conti di palazzo Orsetti. Quello che avviene da anni a Capannori e Montecarlo.

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