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Punti emergenza a rischio chiusura, cresce l’allarme

Il presidente della Misericordia di Borgo a Mozzano chiede una mobilitazione del mondo del volontariato

BORGO A MOZZANO. «Bisogna salvaguardare il sistema del 118 toscano, il ruolo delle associazioni di volontariato e i punti di emergenza medicalizzati come importanti presidi di sicurezza per i cittadini»: questo, in sintesi, il pensiero del governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano Gabriele Brunini, sul dibattito di questi giorni sulla riorganizzazione dei punti di emergenza del 118 in Toscana. La riorganizzazione, a cui la Regione sta lavorando con le realtà regionali del volontariato, in Lucchesia riguarda soprattutto i punti di emergenza di Borgo a Mozzano e Piazza al Serchio, gestiti dalle Misericordie. Qui a bordo dell’ambulanza è presente un medico dipendente della Regione, mentre le associazioni locali mettono a disposizione l’ambulanza attrezzata, un autista e due soccorritori di livello avanzato. Il punto di emergenza di Borgo a Mozzano inoltre, data la lontananza dagli ospedali, dal 2009 funziona anche come Punto di primo soccorso, e il medico quando non è in servizio sull’ambulanza può assistere i cittadini all’ambulatorio della Misericordia.

Brunini, che dal 2007 al 2011 è stato anche presidente nazionale della Confederazione delle misericordie, si dice «preoccupato delle varie prese di posizione politiche e istituzionali, a cui fa fronte il silenzio dei responsabili delle associazioni coinvolte. Chiedo che i punti di emergenza medicalizzati siano salvaguardati come importanti presidi di sicurezza per i cittadini e chiedo alla Federazione regionale delle misericordie di assicurare una puntuale difesa del sistema di sicurezza del 118 toscano, di cui, fino a oggi, ci siamo vantati portandolo aesempio anche di fronte alle gestioni del sistema di altre regioni italiane. Non si può dimenticare il ruolo di partecipazione attiva delle organizzazioni del volontariato, che hanno fatto fronte in prima persona al sostentamento economico del sistema di emergenza, visti i ridotti contributi che la Regione eroga, rispetto ai costi effettivi e ai rimborsi di altre regioni. Lo smantellamento dell’attuale sistema pone anche problemi per il personale dipendente che, proprio per far fronte alla gestione dei punti di emergenza del 118, è stato assunto dalle associazioni per affiancare il personale volontario. C’è anche il rischio che il volontariato corra, ancora una volta, in soccorso dei bilanci regionali, pensando di raccattare qualche briciola di aumento degli insufficienti rimborsi. Non potranno essere accettate decisioni che non siano prese con il coinvolgimento

delle realtà del decentramento, di cui tutte le organizzazioni del volontariato si sono dotate. È opportuno un immediato confronto del coordinamento delle misericordie lucchesi con la presenza del presidente regionale Alberto Corsinovi».

Luca Meconi

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