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L’Ariosto torna a vivere a Castelnuovo

Presentati i lavori per la realizzazione del primo polo museale dedicato al poeta e alla Garfagnana

CASTELNUOVO GARFAGNANA. Un cantiere lungo 18 mesi per realizzare il primo polo museale dedicato a Ludovico Ariosto e alla Garfagnana del Cinquecento all’interno della Rocca, monumento simbolo di Castelnuovo. Questa la sintesi del progetto da 2,5 milioni di euro, grazie ai finanziamenti di Ducato Estense, presentato al teatro Alfieri dall’amministrazione comunale con relatori come la professoressa Lina Bolzoni, della Scuola Normale Superiore di Pisa, e Pierluigi Panza del Politecnico Milano.

Previsti un ascensore per raggiungere il punto più alto della Rocca, il campanile dell’orologio, sale multimediali e interattive, e un recupero di spazi mai visitati prima: «Nasce qualcosa che Castelnuovo non ha mai avuto prima – ha detto il sindaco Andrea Tagliasacchi – una Rocca finalmente visitabile e vivibile, una nuova attrazione turistica per tutta la provincia di Lucca».

A presentare il progetto Marco Dezzi Bardeschi, il coordinatore dello stesso, affiancato dal responsabile comunale Vincenzo Suffredini.

Tanti gli interventi nella mattinata in un Alfieri gremito per la partecipazione di alcune classi delle scuole superiori di Lucca e Castelnuovo, con la presenza del provveditore Donatella Buonriposi. Dopo il saluto iniziale del presidente dell’Unione dei Comuni della Garfagnana Nicola Poli, è stato il sindaco di San Romano, Pier Romano Mariani, a illustrare il recupero della Fortezza delle Verrucole, che sta vedendo la fase conclusiva con la realizzazione di una monorotaia per garantire a tutti l’accessibilità. Progetto anche questo all’interno di Ducato Estense, il contenitore creato dal ministro Dario Franceschini che ha stanziato 70 milioni di euro di interventi, di cui 5 in Garfagnana, coinvolgendo oltre a Castelnuovo e San Romano, anche Molazzana, Gallicano e Fosciandora.

«Non si tratta di un restauro dei muri della Rocca, ma di qualcosa di molto più grande – ha spiegato Tagliasacchi – siamo di fronte a qualcosa di nuovo per Castelnuovo, a un punto di svolta importantissimo». I lavori sono già parzialmente iniziati, ma solo a giugno sarà attuato il progetto definitivo con gara entro ottobre e poi l’avvio vero e proprio del cantiere, che dovrebbe protrarsi sino al dicembre 2019, al massimo fino primavera 2020.

Tra i relatori il Soprintendente Luigi Ficacci che ha elogiato il sindaco («È merito suo se il ministro Franceschini è stato “costretto” ad allargare il progetto estense anche a queste terre e non solo all’Emilia Romagna»), e Sabina Magrini del segretariato regionale Mibact per l’Emilia Romagna: «Nasce una rete tra le province di Ferrara, Modena, Reggio Emilia e queste terre. Ventisei beni restaurati, ma non solo, tutti gli oltre 220 monumenti legati agli Estensi sono inseriti nel progetto per la creazione di percorsi ad hoc».

La Rocca dunque, dopo il milione di euro di intervento per la sistemazione del tetto e di sala Suffredini, è destinata a diventare un hub museale dedicato all’Ariosto, che da quelle stanze ha governato la Garfagnana tra il 1522 e il 1525, e al suo poema più famoso, l’Orlando Furioso. Il progetto coinvolgerà la vicina Fortezza di Mont’Alfono, ma anche quella di Verrucole, la Rocca di Camporgiano e quella di Trassilico, oltre ad altre fortificazioni come le rocche di Sassi, Cascio, Ceserana e Palleroso. Un ascensore nella torre condurrà alla sommità panoramica per la prima volta accessibile al pubblico, la Rocca

sarà ecosostenibile con l’efficentamento energetico grazie a un impianto fotovoltaico e a un nuovo generatore di calore. Sale con totem hi-tech, ologrammi, musica, suoni, testi diffusi, materali tattili e molto altro completano quello che sarà il primo polo museale per l’Ariosto.

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