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Catturati nel parcheggio dopo il furto al supermercato

Dopo aver  colpito in diversi  centri commerciali del nord Italia la "banda dei tubi" è stata arrestata dagli agenti della squadra mobile di Lucca

LUCCA. Di certo non mancano di inventiva i due ladri catturati venerdì 11 maggio  dagli agenti della squadra mobile di Lucca agli ordini del commissario Silvia Cascino. I due, ritenuti gli autori di una serie di colpi analoghi messi a segno in Emilia e in Lombardia, prendevano di mira i centri commerciali dotati di un sistema pneumatico di raccolta degli incassi e, inserendosi nel “percorso”, riuscivano a impossessarsi di parte del denaro proveniente dalle casse e diretto alla cassaforte centrale.

A finire nelle mani del personale della squadra mobile Mario Miani, 54 anni di origine barese,  e Antonio Tavalazzi, bolognese di 44 anni, entrambi residenti nella provincia del  capoluogo emiliano.

Mario Miani
Mario Miani

Antonio Tavalazzi
Antonio Tavalazzi

Il meccanismo su cui intervenivano è semplice, ed è quello della posta pneumatica: il cassiere, raggiunta una certa cifra, versa i soldi dentro un contenitore cilindrico e questo viene inserito in un tubo. Da qui il contenitore, creando il vuoto dentro il condotto, viene “aspirato” e portato fino a un ufficio centrale, dove il denaro viene messo al sicuro.

E come agivano i due banditi? Con un un metodo altrettanto semplice nella concezione, ma che, va ammesso, mostra grande abilità nella sua realizzazione. Prima – in un’operazione che richiedeva grande rapidità – creavano un “accesso” nel sistema, tagliando con un seghetto il tubo in cui viaggiava il denaro, quindi, con del nastro isolante, richiudevano subito la fenditura, in modo da non provocare una dispersione dell’aria sotto pressione,  che avrebbe bloccato il meccanismo facendo scattare l’allarme. Aprendo (e richiudendo subito) il tubo al momento del passaggio i ladri riuscivano a impossessarsi dei contenitori con il denaro. E come facevano a sapere quando era il momento giusto di aprire? Attraverso un metodo altrettanto geniale: un grosso spillone, una sorta di ferro da ricamo, infilato dentro lo stesso tubo. Il ferro veniva riscaldato con una fiamma ossidrica portatile e poi infilato nel condotto. Qui, grazie al calore, il materiale plastico della tubazione si fondeva attorno al ferro stesso, impedendo eventuali fuoriuscite d’aria. E come un pescatore che osserva il galleggiante, i due ladri fissavano lo spillone infilato nel tubo: al passaggio del contenitore con il denaro lo spillone si piegava e, a quel punto, aprivano la fenditura e raccoglievano.

Il materiale sequestrato ai due uomini
Il materiale sequestrato ai due uomini

Un primo colpo i due ladri lo avevano messo a segno nel pomeriggio di martedì 8 maggio, ai danni di un altro supermercato. Un colpo che si era però rivelato un mezzo flop: forse messi in allarme dalla presenza di qualcuno, e nel timore di essere scoperti, i due se ne erano andati dopo aver raccolto un solo contenitore, con dentro appena 100 euro. E quel colpo fallito è stato il prodromo del loro arresto: una volta scoperto l’accaduto sono iniziate le indagini, con controlli sul sistema di videocamere interne ed esterne al supermercato. I banditi per arrivare al sistema pneumatico entravano nel supermercato come normali clienti (quindi a volto scoperto), e una volta dentro cercavano l’accesso ai magazzini e ai locali da cui passavano i tubi. Ricontrollando tutte le immagini gli agenti sono risaliti a due facce già note alle forze dell’ordine, quelle di Miani e Tavalazzi  in quel momento solo presunti autori del colpo.

Gli agenti avevano così i loro nomi, i loro volti, e anche il numero di targa della vettura (ripresa dalle telecamere del parcheggio) su cui si muovevano, una Fiat Panda di color bianco.

Una prima segnalazione è partita e, contemporaeamente, i loro identikit sono stati diffusi  anche tra i responsabili della vigilanza dei diversi supermercati, nella convinzione che i due ci avrebbero riprovato. E, infatti, appena pochi giorni dopo sono stati visti entrare in un altro supermercato della stessa catena del primo. Preziosa, anzi, fondamentale,  come sottolineato dal commissario Cascino, la collaborazione in questo caso del personale della vigilanza interna. Sono stati loro a riconoscere i volti dei due sospettati, entrati  e poi usciti quasi subito dal supermercato in quello che aveva tutta l’aria di un sopralluogo. A quel punto è partita l’operazione, con gli agenti in borghese  che si sono piazzati in prossimità del supermercato in attesa dell’entrata in azione dei  ladri. Non c’è stato da attendere molto:  nel  pomeriggio di venerdì 11 i due sono entrati, e dopo aver messo in pratica il loro piano, sono usciti dal supermarket con 2.500 euro. Solo che hanno fatto appena in tempo a entrare in macchina  e a mettere in moto, che la loro Panda è stata subito bloccata dall’auto civetta della polizia. E dopo un breve e velleitario tentativo di fuga i due si sono arresi.

L'arresto dei due uomini è stato convalidato nella mattina di sabato 12 daI tribunale di Lucca.   Adesso attenderanno l’udienza ai domiciliari.

«Dopo aver colpito in altre parti d’Italia – ha commentato il questore Vito Montaruli  –  i due hanno pensato di agire anche da noi. Beh, hanno pensato male. Si sappia che anche per questi reati la nostra attenzione è altissima».

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