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La tassa di soggiorno divide Vagli e Unione dei Comuni

In un’intervista televisiva il sindaco Puglia ha detto di non volerla applicare La replica: «Imposta necessaria per promuovere e valorizzare il turismo»

CASTELNUOVO GARFAGNANA. L’imposta di soggiorno fa discutere in Garfagnana. L’Unione dei Comuni, l’ente che ha istituito la tassa, interviene per la prima volta sull’argomento dopo aver fatto conoscere l’imposta tra gli operatori del settore. La polemica è con il Comune di Vagli, con il sindaco Mario Puglia che ha dichiarato che non sarà applicata alcuna imposta sul suo territorio: per il momento, la tassa a Vagli è sospesa, ma mancano i passi ufficiali da parte dell’amministrazione. E l’Unione sottolinea come, nel frattempo, siano anche sospese attività promozionali e come i dati turistici del 2016 non siano stati poi così lusinghieri per Vagli. I sindaci invitano quindi Puglia a ripensare alla propria posizione.

«L’imposta di soggiorno nasce dalla necessità di reperire nuovi fondi per promuovere il territorio e valorizzare il turismo»: questo il pensiero diffuso tra tutti i sindaci della Garfagnana, o quasi, dietro l’istituzione di un’imposta che servirà a ridare slancio a quello che viene considerato un volano essenziale per lo sviluppo della Garfagnana intera e che non si può rassegnare alla riduzione delle risorse pubbliche. Così la tassa di soggiorno è stata oggetto di discussione all’interno dell’Osservatorio Turistico di Destinazione, organismo di cui fanno parte i soggetti rappresentativi di tutti coloro che, a vario titolo, operano nell’ambito del settore turismo in Garfagnana, ed è stata inserita con queste caratteristiche: si tratta di un euro a notte, per un massimo di 5 notti, con una riduzione del 50 per cento in bassa stagione (ovvero da ottobre ad aprile) e con una serie di esenzioni per età, status soggettivi e altro. I fondi derivanti dalla tassa serviranno a finanziare iniziative di promozione del territorio, di accoglienza e per le migliorie in ambito turistico di cui necessita il territorio.

Il percorso di utilizzo dei fondi sarà trasparente ovvero condiviso nell’ambito dell’Osservatorio, quindi tra istituzioni locali ed operatori del settore. «Abbiamo agito in quanto titolari della funzione turismo delegata da tutti i comuni che fanno parte dell’Unione e anche dal Comune di Vagli Sotto con apposita convenzione – spiegano dall’ente – Vagli non ha mai espresso parere contrario fino alle parole di Puglia in tv. Vista l’intervista, è stato deciso di sospendere la tassa in attesa, però, che la posizione del Comune venga definita ufficialmente. Ne consegue che è al contempo sospesa ogni attività promozionale connessa e conseguente all’attivazione dell’imposta medesima. I dati ufficiali relativi all’anno 2016 attestano che un comune turistico come Vagli Sotto, sebbene sviluppi da anni progetti nel settore, ha registrato poco più di 2mila 500 presenze, a fronte, per esempio, delle 29mila presenze registrate da Castelnuovo, delle 19mila di Castiglione e delle 11mila di Minucciano».

Secondo l’Unione questi dati dimostrano che per valorizzare e non vanificare l’impegno delle istituzioni nel settore del turismo, si impone un ragionamento di area vasta, che preveda una promozione complessiva,

moderna, internazionale, realizzabile solo tramite progetti condivisi con gli operatori e sostenuti da risorse non occasionali ma strutturali. «I sindaci si auspicano – chiude la nota dell’Unione – che nessun territorio della Garfagnana rimanga fuori da questo percorso virtuoso».

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