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La mamma di Vania chiede giustizia

I familiari della donna uccisa due anni fa presenti all’intitolazione della sala d’ascolto nel baluardo San Paolino

LUCCA. «Voglio giustizia per mia figlia». Lo dicono gli occhi di mamma Giovanna mentre suo marito Alvaro Vannucchi scopre commosso la targa dedicata alla loro bambina uccisa, Vania. Lo ribadiscono i suoi gesti, le sue strette di mano, i suoi abbracci calorosi. Sono quelli di una donna ferita nel profondo che per la prima volta da quel maledetto 3 agosto di due anni fa, giorno in cui ha dovuto fare i conti con il dolore più grande che una madre possa provare, con la morte di sua figlia uccisa a 46 anni da un uomo che l’ha cosparsa di benzina per poi darle fuoco senza alcuna pietà, ha deciso di essere presente a un evento pubblico, l’intitolazione della sala del baluardo San Paolino a Vania, e di provare a far uscire, per quanto possibile, almeno un po’ di quella atroce sofferenza. Parla in silenzio, Giovanna, ma parla. «L’ho fatto per lei - dice - è un onore che questa sala sia stata dedicata a Vania quindi non potevamo mancare». Nient’altro. Dietro di lei suo nipote, il figlio di Vania, Gabriele, ragazzo diventato grande molto in fretta. Nella sala del baluardo ieri pomeriggio, oltre ai familiari più stretti di Vania Vannucchi, c’erano il sindaco Alessandro Tambellini, gli assessori Giovanni Lemucchi e Ilaria Vietina ma anche il presidente dell’Opera delle Mura, Alessandro Biancalana e Silvana Froli, amica della donna nonché soprano, una delle persone che più si è impegnata affinché questa intitolazione si concretizzasse insieme all’associazione onlus Luna oltre ai rappresentanti della Prefettura e della Provincia.

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Ed è stata proprio Silvana Froli che col padre di Vania ha scoperto la targa, nella quale si legge: “Sala per l’ascolto, Vania Vannucchi 15 aprile 2018”; dietro, appoggiato sul muro, un mazzo di calle bianche. Un momento toccante culminato con un applauso accorato di tutte le persone presenti. Nella sala intitolata a Vania, a partire da oggi, saranno organizzate tante iniziative legate alla lotta contro la violenza di genere: un punto di partenza, non certo di arrivo a dimostrazione del fatto che, spiegano le rappresentanti dell’associazione Luna e Silvana Froli, «a volte, anche solo con la volontà, si riesce a ottenere qualcosa di bello».

«Questa intitolazione - ha detto il sindaco Tambellini - serve per far capire l’importanza della vita insieme, del rapporto gli uni con gli altri, del volersi bene. Quello che facciamo oggi ha questo significato, un grande significato che volevamo restasse per tutti noi ma anche per coloro che si troveranno, un domani, leggendo il nome di Vania, a volerne sapere qualcosa di più. È un momento di celebrazione molto semplice ma di grande valenza morale per tutti noi». Subito dopo ha preso la parola Silvana Froli, che proprio in questa sala del baluardo San Paolino, il 29 ottobre 2017, aveva organizzato un concerto di arie sulle donne pucciniane dedicato proprio a Vania.

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«Quando abbiamo deciso di fare un concerto qua - ha detto Froli - è perché abbiamo scelto proprio il tunnel che rappresenta a volte il perdersi nella vita ma che deve essere visto non come la fine ma anzi come l’inizio. Il detto è: la luce fuori dal tunnel. Ecco noi vorremmo che questa diventasse “la sala per la luce”, per le cose belle e positive, nel nome di Vania, una donna e soprattutto una mamma, che merita di essere ricordata. Anche a Lucca, questa bellissima città - ha aggiunto - purtroppo succedono queste cose. Ecco, questa sala deve servire per ricordarci che non dobbiamo sentirci eletti perché abitiamo in una piccola città e qui gli episodi brutti non accadono. Io ricordo Vania come mamma quando portavamo i bimbi a scuola - ha concluso - e non potevo dimenticare che al posto suo poteva esserci ognuna di noi. Vania rappresenta tutti noi».

L’importanza di non dimenticare dunque, come ha ribadito anche il presidente dell’Opera delle Mura, Alessandro Biancalana: «Questa è la casa di tutti noi e questo è un momento di civiltà perché questi fatti non devono essere dimenticati». Importante, affinché l’intitolazione avvenisse in tempi brevi, l’intervento della prefettura. «È un segnale di alta sensibilità -ha detto la rappresentante della prefettura riferendosi all’intitolazione - siete riusciti a unire il monumento più importante di Lucca alla lotta contro il femminicidio». «Una bella iniziativa - ha concluso il consigliere provinciale Luca Poletti - serve anche per ricordarci che nei casi come quello di Vania ascoltare è fondamentale».
 

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