Quotidiani locali

Braccialetti elettronici anche in Lucchesia

Contestati a Livorno, sono usati dalla Avr che raccoglie rifiuti in periferia. Il Comune: non servono per controllare i dipendenti ma per la tariffa puntuale

LUCCA. È il caso del braccialetto per gli spazzini, che parte da Livorno ed arriva a toccare anche Lucca. Nella città labronica la pulizia delle strade (compreso lo svuotamento dei cestini) è infatti andato in appalto all’azienda romana Avr. Che ha dotato il suo personale di un braccialetto che “parla” con i cestini, segnalando e registrando lo svuotamento. Messa sotto attacco da parte dei sindacati per il paventato pericolo di controllo a distanza dei dipendenti, Avr ha replicato segnalando fra l’altro che lo stesso sistema viene utilizzato anche a Lucca per la raccolta differenziata. Parole rilanciate anche dal sindaco a Cinque Stelle Filippo Nogarin, che hanno fatto il giro d’Italia causando più di una domanda sul modo di gestione dei netturbini lucchesi.

Livorno, netturbini dotati di braccialetto elettronico Gli addetti della ditta appaltatrice del servizio di pulizia delle strade di Livorno si sono visti consegnare un braccialetto che, se passato vicino al cestino da svuotare, invia un segnale di conferma per segnalare che effettivamente il lavoratore è passato di lì e quel cestino svuotato. Il dispositivo secondo qualcuno richiama il braccialetto brevettato da Amazon per i dipendenti della multinazionale. I sindacati sono concordi nel considerare si tratti di uno strumento che lede la dignità dei lavoratori. Il sindaco Filippo Nogarin (M5S) si difende: "Serve solo a tutelare i cittadini che pagano per avere la città pulita" (video a cura di Cinzia Lucchelli) Leggi l'articolo: Un braccialetto elettronico controlla-spazzini


Vediamo di fare un po’ di ordine, allora. Avr ha effettivamente in appalto da Sistema Ambiente fin dal 2017 la raccolta differenziata nel territorio di tre ex Circoscrizioni, la 5, la 6 e la 8. Il bacino di utenza, spiega Avr sul suo sito è pari a circa 23.000 abitanti composto da circa 9.500 utenze domestiche e circa 2.800 utenze non domestiche.

leggi anche:



Per questo servizio i 24 dipendenti di Avr utilizzano effettivamente un bracciale elettronico. Che serve per registrare lo svuotamento del bidoncino grigio, quello dell’indifferenziato. Questo passaggio è infatti necessario per consentire l’applicazione, da parte di Sistema ambiente, della tariffa corrispettiva, quella che consente sconti alle famiglie che in un anno riducono il numero di conferimenti di questo tipo di rifiuto. Il bracciale, insomma, è l’equivalente del “ricevitore” utilizzato da Sistema ambiente nella restante parte di territorio: i due utilizzano la tecnologia Rfid, cioè il chip “nascosto” nel bidoncino grigio. Nel caso dell’azienda pubblica, tuttavia, il marchingegno non è messo sul polso dell’addetto, ma direttamente sul camioncino nel quale viene svuotato il contenitore. Solo in caso di guasto si ricorre a un ricevitore manuale.

«In ogni caso - spiega l’assessore all’ambiente Francesco Raspini - si tratta di una tecnologia che non serve a controllare il lavoratore ma, piuttosto, a verificare il comportamento dell’utente e per capire se ha diritto allo sconto in bolletta».

Questione comunque delicata, quella della gestione dei dati raccolti tramite il chip dei bidoncini, il ricevitore sui mezzi e il braccialetto. Che comunque, almeno fino al momento, non ha provocato particolari segnalazioni da parte dei sindacati della funzione pubblica.

Nel dettaglio, il report che viene scaricato e inviato a Sistema ambiente non contiene il dettaglio di luogo e ora dello svuotamento, ma soltanto il fatto se nel giorno in questione un determinato bidoncino sia stato “trattato” o meno. Rimane il fatto che incrociando questi dati con i turni degli addetti è possibile avere un’indicazione sul lavoro dei dipendenti. Per Raspini, però, le situazioni di Lucca e Livorno sono diverse e “depotenziano” questo rischio: «Noi registriamo lo svuotamento di un bidoncino che può essere o meno esposto dal cittadino. Mentre il “giro” dei cestini della spazzatura di Livorno è fisso». Detto altrimenti, se a Lucca un bidoncino non viene preso il motivo può non essere legato a una mancanza dell’operatore quanto, piuttosto, al fatto che il cittadino non l’abbia esposto filo strada.

Nel prossimo futuro Sistema ambiente ha intenzione di di utilizzare una tracciatura Gps della propria flotta aziendale: «Ma per questo - assicura Raspini - abbiamo già l’accordo con i sindacati».
 

TrovaRistorante

a Lucca Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PERCORSI

Guida al fumetto: da Dylan Dog a Diabolik