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Papergroup: in 38 verso il licenziamento

Papergroup: in 38 verso il licenziamento

Ieri l’annuncio dell’avvio della procedura di mobilità, a rischio lo stabilimento di Carraia. I sindacati promettono battaglia

CAPANNORI. Duro colpo per 38 lavoratori della Papergroup e per le rispettive famiglie. È partita infatti la procedura di mobilità, ossia l’iter per il loro licenziamento. Una notizia che, purtroppo, non arriva inaspettata dopo la ventilata riduzione del personale da attuarsi ancor prima del pronunciamento del tribunale sul concordato preventivo. L’avvio della procedura di mobilità collettiva, se non ci sarà un passo indietro, si chiuderà con il taglio di 38 persone che grosso modo corrispondono allo stabilimento di Carraia, dove si lavorano tovaglie e fazzoletti. Un iter che, secondo quanto sostiene il sindacato, porterà alla chiusura della fabbrica e alla cessione della produzione. Licenziamenti frutto di una crisi che arriva da lontano per una delle aziende storiche del distretto della carta, con tre stabilimenti (a Carraia appunto, ma anche a San Gennaro e Coselli) e 150 dipendenti. Il 4 dicembre la Papergroup aveva depositato al tribunale domanda di ammissione al concordato in continuità e in bianco (poi prorogata di altri sessanta giorni al 4 maggio) e, allo stesso tempo, aveva deciso l’affitto di un ramo d’azienda alla Tissuetech.

A dare la notizia i rappresentanti dei lavoratori: «Questa mattina (ieri per chi legge ndr) è arrivata la lettera che apre la procedura per la messa in mobilità dei lavoratori della Papergroup. Un’azienda – scrivo Simone Tesi della Slc Cgil e le Rsu – per la quale abbiamo già avuto modo di sottolineare i caratteri singolari di una crisi, partendo da quelli che sono stati i presupposti che l’hanno determinata, tutti finanziari, per le scelte sbagliate che sono state fatte, e che hanno portato ad una cessione in affitto dai caratteri poco trasparenti, con la contestuale richiesta di ammissione a una procedura concorsuale in continuità che, alla fine, scarica tutto l’enorme peso dei danni fatti ed accumulati sulle spalle dei lavoratori che si vogliono licenziare. Su questi temi avevamo fatto anche un passaggio congiunto con le istituzioni, che avevano condiviso perplessità e richieste nostre, e che avevano invitato i rappresentanti dell’azienda e gli organi della procedura a rivedere un piano che puntava esclusivamente ad una forte riduzione della capacità produttiva e ad un taglio drastico del personale. Proprio in questi giorni avevamo formalizzato la richiesta di un ulteriore incontro, perché ritenevamo che l’azienda dovesse dare una risposta, anche solo per il rispetto formale dovuto alla Regione e a tutti i rappresentanti delle amministrazioni e alle loro richieste. Invece, il silenzio è stato rotto da una raccomandata che apre una fase

sicuramente non facile, ma daremo battaglia per tutelare al meglio i lavoratori, a partire dalla salvaguardia del maggiore numero possibile di posti di lavoro. Le nostre istanze non verranno meno solo perché è stata aperta una procedura di licenziamento collettivo». (n.n.)

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