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Paura al pronto soccorso per una spedizione punitiva

Ad affrontarsi due gruppi di giovani dopo uno sguardo di troppo a una ragazza. Un ragazzo ferito alla testa, poi intervengono polizia e carabinieri

LUCCA. Ancora un episodio violento che ha avuto come palcoscenico una struttura sanitaria. Questa volta è toccato al pronto soccorso, dove nella notte fra sabato e domenica due gruppi di giovani si sono affrontati con violenza inaudita fra la paura del personale e degli utenti e l’intervento della polizia e dei carabinieri, che hanno identificato e denunciato alcuni dei responsabili della rissa.

Secondo quanto è stato possibile ricostruire, tutto sarebbe nato a causa di uno sguardo di troppo avvenuto in prossimità del locale Mai Mai, su via Dante Alighieri.

A confrontarsi due gruppi: uno, più nutrito, di ragazzi di origine Rom. Il secondo di giovani albanesi. E proprio uno di questi ultimi avrebbe fatto qualche apprezzamento di troppo nei confronti di una ragazza del gruppo dei Rom.

È a quel punto che scoppia la prima fiammata di violenza. Della quale rimane vittima uno degli albanesi, ferito alla testa.

Il secondo tempo dell’aggressione avviene dunque al pronto soccorso, dove è stato nel frattempo portato il ferito. In totale una ventina di persone, che cominciano ad affrontarsi con urla e spintoni all’esterno e all’interno del pronto soccorso, danneggiando anche alcune suppellettili.

A questo punto i contendenti vengono allontanati e fatti uscire una prima volta, salvo continuare a darsela di santa ragione fuori dal pronto soccorso. E salvo poi rientrare, creando ancora caos.

Sul posto arrivano allora pattuglie sia dei carabinieri che della polizia, che identificano i presenti, denunciandone alcuni a piede libero.

Si tratta dell’ennesimo caso di violenza che riguarda - direttamente o indirettamente - gli operatori sanitari e gli utenti dei servizi.

Solo poche settimane fa, infatti, un gruppo di persone aveva apostrofato e minacciato alcune dottoresse della guardia medica al Campo di Marte per farsi prescrivere un farmaco al quale non avevano diritto.

E un comunicato di qualche giorno fa della Uil raccontava un ulteriore episodio: uno scippo, sempre nell’area del Campo di Marte, andato a vuota soltanto perché la vittima aveva cominciato a urlare.

Una

situazione che secondo i sindacati non è più sostenibile. Al punto che proprio la Uil ha chiesto all’azienda di pensare a istituire un servizio di vigilanza privata all’interno del Campo di Marte, dopo che la portineria è stata sguarnita nel pomeriggio e nel fine settimana.

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