Quotidiani locali

Le baracche dello spaccio

Bottiglie di alcolici e siringhe nel parcheggio usato durante Lucca Comics

LUCCA. Le baracche dello spaccio sono lì, nell’ultima fermata degli ultimi, a due passi da quel cancello arrugginito che, arrivati alla fine di via Mazzini, segna il confine tra la decenza e l’indecenza, tra la civiltà e l’incuria.

Lungo la strada dove pullulano le attività commerciali i fattorini scaricano la merce, qualcuno porta fuori il cane, il via vai di macchine è incessante ma, passata la “porta della vergogna” si entra nel ghetto degli emarginati dalla città dei lustrini e del commercio.

Varcata quell’inferriata ormai corrosa infatti, davanti agli occhi si spalanca il nulla: a dominare è l’immensa colata di cemento dell’ex scalo merci, da due anni ritenuto un parcheggio perfetto, detto “degli scali alti” anche per il Lucca Comics & Games; i binari che spuntano, in lontananza le pettorine catarifrangenti degli operai che lavorano. Impossibile non notare quelle tre catapecchie: dentro, tra rifiuti di ogni sorta e bottiglie di alcolici, spunta anche una siringa. In pieno giorno un ragazzo tiene la maglia sollevata: lo intravediamo da lontano; è nascosto dietro la cabina di distribuzione dell’elettricità, ha la pancia scoperta e la testa china: in mano una siringa.

A catapultarci dentro questa realtà desolata è una residente della zona che si è rivolta a noi partecipando all’appuntamento di ieri con Caffè Tirreno al bar Cupido, locale di riferimento non solo per tutti coloro che abitano in questo pugno di vie a ridosso della stazione ferroviaria ma anche per i viaggiatori che transitano dalla stazione di Lucca. Preferisce rimanere anonima per paura di ritorsioni visto che gli abitanti in questo punto della città non sono tanti ma è lei a dirci: «Venite, vi faccio vedere cosa accade a pochi metri dalle Mura».

Stando a quanto racconta la donna, è sul calar della sera che quest’area diventa un perfetto luogo di ritrovo di tossicodipendenti e spacciatori ma anche di persone che fanno bisboccia e che probabilmente utilizzano quelle baracche anche per passare la notte. «Qui ci sono dei giri parecchio loschi - dice - è una cosa vergognosa. Noi residenti non ne possiamo più di questo degrado».

Ed effettivamente, anche alla luce del sole, più ci si inoltra all’interno di queste baracche più il senso di inquietudine aumenta. Dietro al muro di cinta terrazze e finestre di un condominio da dove, tutti i giorni, si assiste a questo “spettacolo” non certo piacevole.

«Anche quando il cancello principale è chiuso - spiega ancora la donna - riescono a entrare spostando le grate che delimitano il parcheggio dall’area dell’ex scalo merci in cui ci sono le baracche». Inoltre, lungo via Monte Grappa, a ridosso del muro di cinta che delimita quest’area di proprietà di Rfi, ci sono i parcheggi riservati ai residenti, non certo felici di posteggiare l’auto accanto a un luogo tanto degradato.

Un problema piuttosto sentito quanto delicato quello dell’enorme area dell’ex scalo merci che di fatto dalla stazione si estende fino a via Cairoli e via Mazzini passando anche per l’acquedotto del Nottolini. Appena qualche settimana nei magazzini a ridosso del parcheggio della Metro, era stato arrestato uno spacciatore che vendeva eroina ai ragazzini. Poi le tante segnalazioni dei commercianti della zona più a ridosso della stazione che da anni chiedono che quest’area venga riqualificata e la risposta del Comune il quale ha fatto sapere che, almeno fino a quando non diventerà proprietario dell’area - ora è di Ferrovie - non intende investire nella riqualificazione. Riqualificazione che dovrebbe prevedere la realizzazione di un centro intermodale dedicato ai servizi di trasporto, da quello su gomma alle biciclette. Riqualificazione promessa da diverse amministrazioni e finora

mai realizzata.

Ed ecco che allora ad abitanti e visitatori non resta che fare i conti dal senso di insicurezza che trasuda da queste costruzioni ormai in malora sperando che la paura resti tale e che il pericolo rimanga solo presunto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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