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PROSEGUE L’INCHIESTA DELLA PROCURA SUL DOPING 

Saranno interrogati i ciclisti indagati

Intanto i sei ai domiciliari fanno scena muta di fronte al gip Pezzuti  

LUCCA. Tutto secondo copione. La sfilata dei sei indagati davanti al gip Giuseppe Pezzuti iniziata ieri mattina alle 8,30 si è conclusa dopo meno di due ore con un nulla di fatto. Fanno scena muta le persone finite agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sulla somministrazione di sostanze dopanti ai ciclisti. La sensazione del cronista, riportata nell’edizione di ieri de Il Tirreno era giusta. Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I loro legali non hanno ancora preso visione dei quattro faldoni (tre con i brogliacci delle intercettazioni telefoniche e ambientali) depositati nella cancelleria del tribunale. Il primo ad essere sentito dal capo dei giudici delle indagini preliminari - alla presenza del sostituto procuratore Salvatore Giannino - è stato il farmacista Andrea Bianchi, 50 anni, di Marlia, difeso dall’avvocato Claudio Palazzoni. Per l’accusa compartecipe della presunta associazione per delinquere in quanto fornitore di farmaci e sostanze dopanti al presidente del team dilettantistico e all’ex direttore sportivo. Sono poi sfilati nell’interrogatorio di garanzia Luca Franceschi, 40 anni, di San Vito, presidente della Gran Fondo Del Diavolo e difeso dall’avvocato Marc Marescalchi; Narciso Franceschi, 73 anni e Maria Luisa Luciani, 70 anni, rispettivamente padre e madre del patron della GFDD, difesi dall’avvocato Muriel Petrucci, e che per l’accusa utilizzavano la loro casa in via della Madonnina a Lunata come centro dove i corridori s’iniettavano sostanze dopanti; Elso Frediani, 56 anni, di Capannori, ex direttore sportivo della società dilettantistica della Piana, assistiti dagli avvocati Francesco Lastrucci e Olivia Nati e l’ex corridore e preparatore atletico della GFDD Michele Viola, 25 anni, nato a Potenza e residente a Porcari, difeso dall’avvocato Veronica Nelli e unico non ritenuto far parte dell’associazione a delinquere, accusato di acquistare e rivendere l’Epo a un ciclista dilettante e duei amatoriali oltre ad Elso Frediani e Luca Franceschi. Al momento nessuna richiesta di attenuazione della misura da parte del pool difensivo. Restano tutti ai domiciliari. Intanto dalla prossima settimana il sostituto procuratore Salvatore Giannino inizierà a sentire gli altri 17 indagati - tra cui il medico

Daniele Tasi - partendo dai dieci giovani corridori della GFDD (età compresa 19-23 anni) accusati di somministrazione di sostanze dopanti. Nei loro confronti gli atti sono stati spediti alla procura antidoping e alla Fci. Se non collaborano rischiano una squalifica. (l.t.)

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