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In arrivo 14mila   cartelle esattoriali

In arrivo 14mila cartelle esattoriali

La Camera di commercio deve recuperare 1,5 milioni di euro

LUCCA. Mancato pagamento del diritto camerale: in arrivo 14mila cartelle esattoriali alle imprese della Lucchesia e della Versilia. A Equitalia il compito di recuperare oltre 1,5 milioni di euro. La notizia è contenuta in una determina dirigenziale della Camera di commercio di Lucca, datata 29 gennaio. Dopo l’estrazione degli elenchi, i controlli e i successivi al ravvedimento bonario nei confronti delle imprese che non hanno pagato la cosiddetta “iscrizione” (avvisi evidentemente infruttuosi), l’ente di corte Campana passa alle maniere forti: ovvero riscossione coattiva affidata ad Equitalia. Il 15 gennaio sono stati firmati 96 ruoli relativi all’ambito territoriale di Lucca (che comprende anche la Versilia), corrispondenti a 14.067 cartelle, per un totale di 1 milione e 527mila euro. Si tratta nella stragrande maggioranza di ruoli emanati per il mancato pagamento del diritto camerale nell’anno 2015, l’importo minimo di credito iscrivibile a ruolo sarà di 30 euro. Si è deciso di non andare a bussare alla porta delle imprese fallite (si procede in altra sede), così come accaduto negli anni precedenti. Del milione e mezzo che i riscossori di Equitalia dovranno recuperare, circa 370mila euro sono rappresentati da sanzioni, mentre circa 7mila sono costituiti dagli interessi di mora. I ruoli saranno esecutivi a partire dal 25 febbraio, questo significa che già da marzo i titolari di bar, negozi, ristoranti, imprese di servizi e via dicendo, che non hanno pagato il diritto camerale annuale potrebbero vedersi recapitare la vituperata cartella pazza. A quel punto non avranno molta scelta: dovranno pagare, magari rateizzando gli importi.

Il diritto camerale. Ma a quanto ammonta la cifra che annualmente devono sborsare le aziende per usufruire dei servizi delle Camera di commercio? Dipende: se si tratta di imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria del registro imprese la somma è di 100 euro, più altri 20 per ciascuna unità locale (nel 2015 erano 130 euro e 26 per ogni unità). Per le altre imprese iscritte sempre nella sezione ordinaria (società di vario tipo, cooperative, consorzi, ecc.) il calcolo si basa sul fatturato dell’anno precedente: sotto i 100mila euro è prevista una quota fissa di 200 euro, mentre per gli scaglioni successivi è prevista un’aliquota regressiva, cioè più bassa man mano che il fatturato sale: da 0,015% a 0,001% per fatturati superiori ai cinquanta milioni di euro. In ogni caso, il massimo che un’azienda dovrà pagare è fissato a 40.000 euro. Per le imprese iscritte nella sezione speciale (piccoli imprenditori, commercianti individuali, coltivatori diretti, imprese artigiane) il diritto annuale è fisso, con una parte variabile e accessoria legata alle unità locali: le imprese individuali pagano 44 euro, le società semplici agricole 50, le società semplici non agricole 100, ecc..

Tagli e aumenti. Nel corso degli ultimi anni, tra l’altro, Le Camere di commercio hanno dovuto fare i conti con la “spending review” che a partire dal 2015 ha previsto un taglio del contributo che nel 2017 è arrivato al 50% di quanto

si pagava in precedenza. Per compensare queste riduzioni previste dalla legge la Camera di commercio di Lucca a fine 2015 ha deliberato un aumento del 20% del diritto stesso, usufruendo di una possibilità prevista dalla stessa normativa sulla spending review.

(g.p.)

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