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Il ricordo degli amici per Gianluca, giocoliere viaggiatore

Lucca: a dieci anni dalla morte di Bonfanti i compagni del Vallisneri gli hanno dedicato una lettera

LUCCA. Amava viaggiare, Gianluca. Il mondo l’avrebbe voluto girare tutto, se solo avesse avuto il tempo. Nonostante quella brutta bestia gli mettesse di continuo i bastoni tra le ruote, era riuscito a partire a bordo di un camper: non gli importava che con sé ci fosse lo spauracchio della leucemia, malattia contro la quale lottava già da un anno.

Per lui l’importante era andare e conoscere, fare esperienze nuove, respirare a pieni polmoni la vita: era il 2007 e Gianluca Bonfanti, aveva appena 19 anni quando partì per questo viaggio, un viaggio che purtroppo sarà anche l’ultimo. Appena un anno dopo, il 12 febbraio 2008, il suo cuore smise di battere: non aveva ancora compiuto 21 anni.

E oggi, dieci anni dopo la sua scomparsa, amici e compagni di classe del liceo Vallisneri - anno 2001/2006, sezione Sa - gli hanno scritto una lettera: non si sono dimenticati di lui e anzi il suo ricordo vive ancora in loro.

«A quell’età non pensi mai che possa succedere una cosa del genere, che un tuo amico si possa ammalare e morire – racconta Gabriele Olivati, uno dei migliori amici di Gianluca – fu una perdita che ci colpì molto. Noi eravamo in classe insieme e insieme ad altri due amici, compiuti 18 anni, partimmo anche per l’interrail in Francia, Belgio e Olanda. Ricordo tutto di quel viaggio meraviglioso. Per i dieci anni dalla sua morte abbiamo pensato di scrivergli questa lettera che alla fine è stata sottoscritta da decine di amici».

Era un ragazzo estroverso Gianluca: nemmeno dopo la diagnosi della malattia aveva perso il sorriso né aveva smesso di avere un atteggiamento positivo: era resiliente, per usare un aggettivo in voga oggi. «La leucemia gliela diagnosticarono a marzo o ad aprile del 2006 – racconta ancora Olivati – eravamo in quinta liceo e lui dovette smettere di frequentare la scuola. Venne ricoverato per le terapie all’ospedale Santa Chiara di Pisa ma nonostante ciò riuscì a diplomarsi lo stesso. Nel frattempo continuava a coltivare la sua passione per la giocoleria e i giochi di prestigio: era bravissimo con le palline e quando stava male ed era debole si dilettava anche con i giochi di carte».

Ma la bestia conto cui si era ritrovato a dover fare i conti era parecchio aggressiva tanto che nemmeno due trapianti di midollo osseo e uno di staminali e linfociti – donatori erano stati il fratello Andrea e il cugino Riccardo – riuscirono a debellarla.

«Dopo un anno sembrava si fosse ripreso – racconta ancora Olivati – e infatti fece questo viaggio in camper e si iscrisse alla facoltà di lingue e letterature straniere. Avrebbe voluto studiare inglese e russo ma mi rendo conto solo ora che non abbiamo mai parlato di cosa avremmo fatto da grandi. Di sicuro più di tutto gli piaceva viaggiare».

Il 12 febbraio, alle 18.30, nella chiesa di Sant’Anna, quartiere dove Gianluca viveva con i genitori, Roberto e Adriana e il fratello Andrea, oggi sindaco di Pescaglia, sarà celebrata una messa in ricordo di Gianluca Bonfanti.

«Non è passato neanche un giorno senza che il tuo ricordo ci investisse – scrive in un messaggio personale l’amica Sara Berchiolli - Guardaci, ogni tanto, e continua a proteggerci col tuo animo leggero da giocoliere».

Qualche mese dopo la sua morte, nel giorno del compleanno di Gianluca, il 23 maggio del 2008, i suoi amici organizzarono anche uno spettacolo di prestigio al Foro Boario: un regalo che avrà sicuramente apprezzato. «Gianluca aveva una incredibile

voglia di vivere – si legge in uno dei passaggi della lettera – che lo portava a dare forza ed entusiasmo alle persone intorno a lui, anche quando non stava bene. Un ragazzo positivo che portava qualcosa di bello». Un giocoliere resiliente che in tanti non hanno dimenticato.

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