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Isola Santa: il borgo fiabesco verso la rinascita

Grazie al “Progetto Bellezz@” ci sarà un restyling quasi totale del piccolo paese

CAREGGINE. Nuova vita per il borgo di Isola Santa. Il finanziamento da un milione e 958mila euro che è arrivato grazie al “progetto Bellezz@” permetterà un restyling quasi completo del piccolo paesino, dove abita oggi solo una persona, sulle sponde del bacino artificiale.

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Isola Santa: un borgo fiabesco da salvare Ecco la storia e le speranze di un antico borgo della Garfagnana - L'ARTICOLO


Intanto, sono partiti i lavori per il recupero della piazza della chiesa, 144.530 euro provenienti interamente da Arcus, la società del Ministero che si occupa di sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo. Un intervento importante che si inserisce nel programma più ampio portato avanti dal comune di Careggine in accordo con il Parco delle Alpi Apuane e l’Unione Comuni della Garfagnana. I lavori prevedono il recupero e la riqualificazione di piazza San Giacomo, degli spazi circostanti la chiesa e della via di raccordo con la zona centrale del borgo.

«L’obiettivo è far diventare il sagrato-piazzetta della chiesa centro della vita sociale dell’antico borgo – dice il sindaco Mario Puppa – lo spazio potrà essere utilizzato per mostre, concerti, congressi, corsi, stage di educazione ambientale fino al riutilizzo per occasionali funzioni religiose. Un intervento che era già programmato e che ora diventa il primo di una serie grazie al finanziamento arrivato dal governo per il Progetto Bellezza». Le nuove pavimentazioni del sagrato saranno realizzate in marmo grigio locale, ma con diverse tipologie di taglio e lavorazione al fine di definire una gerarchia degli spazi costituenti la trama urbana. Saranno previsti anche due proiettori che illumineranno la facciata della chiesa e del campanile che emergeranno nella notte dal buio dei tetti del borgo e saranno ben riconoscibili dalla strada provinciale. «Le foto storiche – racconta il consigliere comunale Luca Vagli – ci mostrano come il sagrato fosse il punto di accesso dalla strada che saliva dal ponte e l’unico spazio comune del borgo che avesse dimensioni di “piazzetta” con caratteristiche urbane. Uno spazio con la particolarità di essere una sorta di terrazza panoramica aperta verso il lago e il versante montuoso che lo sovrasta».

Luca Dini
 

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