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Ristoratore fuori strada per colpa di un’auto pirata

La sua macchina presa in pieno nella notte da un’altra vettura che buca lo stop: «Sono vivo per miracolo e ringrazio chi si è fermato per prestarmi soccorso»

LUCCA. I fari abbaglianti nell’oscurità di una macchina che sfreccia a folle velocità bucando clamorosamente un incrocio sono l’ultimo flashback prima di trovarsi dentro l’abitacolo della sua Fiat Qubo in un fossato a un metro dalla sede stradale. È andata bene a Francesco Spina, ristoratore, residente nella Piana e con interessi anche in Lucchesia, vittima di un pirata della strada che prima provoca l’incidente e poi fugge senza prestare soccorso. Accade nella notte tra sabato e domenica e il ristoratore esce miracolosamente illeso dall’abitacolo della monovolume. «Confesso di aver avuto paura e ringrazio quei giovani automobilisti che provenivano da Montecarlo e si sono fermati poco dopo prestandomi i primi soccorsi. L’ho scampata bella perché quella macchina sembrava un razzo. Non sono riuscito a capire il modello e tantomeno a prendere il numero di targa. Mi reputo un mezzo miracolato».

I fatti. È mezzanotte e mezzo e il ristoratore che gestisce da qualche anno lo storico ristorante «La Legge» a San Martino in Colle esce dal locale e s’incammina verso la sua macchina: una monovolume Fiat Qubo lasciata nell’ampio parcheggio. Mette in moto e percorre 5-600 metri superando il ponticello per poi andare a prendere la via Pesciatina e andarsene a riposare dopo una serata di intenso lavoro. «Quel tratto che porta alla Pesciatina e sprovvisto di punti luce, ma c’è uno stop con tanto di cartello ben visibile all’imbocco di via Sbarra, la strada che porta a Porcari» racconta Spina. Proprio lì compare l’auto pirata. Un fascio di luce (i fari abbaglianti) avvolge l’abitacolo della monovolume che dopo il tremendo impatto finisce scaraventata nella fossa sottostante la sede stradale: «Ho sbandato. È stato un attimo. Non ho avuto neanche il tempo di realizzare che ero già a testa in giù nell’abitacolo della mia monovolume. Era notte, ma sono uscito con le mie gambe e sono tornato sulla strada cercando aiuto». Alcune macchine che scendevano da Montecarlo si sono fermate poco dopo. «Sono stati tutti molto gentili e alla fine si è fermato il proprietario di un Suv che con una corda è riuscito a tirar
fuori dal fossato la macchina che ho già portato in carrozzeria. Mi costerà un migliaio di euro. Mi è andata bene, ma resta l’amarezza perché quell’automobilista non si è fermato per prestare soccorso. È la riprova che oggi la vita di un uomo non vale niente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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