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Stroncato a 42 anni da un malore improvviso

Lucca, tutta la città sgomenta per la morte di Tommaso Angelini. Da poco si era laureato in legge, fra i suoi interessi il basket

LUCCA. Ci sono certe storie che ti stendono. Ti rivoltano dentro, non riesci a darne una ragione. Perché non ci può essere ragione del malore che ha ucciso a soli 42 anni Tommaso Angelini, gettando nel dolore i suoi familiari e i tanti che lo conoscevano bene o che, magari, nel corso degli anni avevano incrociato le sue strade.

Sì, strade al plurale. Perché questo era Tommaso: capace di impegnarsi in tante cose, lasciando una sua impronta dovunque camminasse e un ricordo con chiunque parlasse. Presto, prestissimo, avrebbe imboccato una nuova carriera: da poco, infatti, si era laureato in giurisprudenza e domani avrebbe iniziato un nuovo lavoro. Questo, oltre a essere un punto di inizio era però anche il punto di arrivo di una vita costellata di esperienze e interessi. Si era diplomato al liceo artistico e a lungo aveva coltivato anche la passione della pallacanestro. Lo ricorda con commozione Gianluca Mascagni, volto storico del basket lucchese, che lo allenò nel minibasket e nella categoria “Propaganda” della Pallacanestro Sant’Anna: «Era ligio, educato, molto impegnato. Un esempio per tutti i suoi compagni. Anche a distanza di anni tramite Facebook ci scambiavamo pensieri, era un ragazzo sensibilissimo».

La vita di Tommaso si è interrotta senza un preavviso, senza un allarme. A trovarlo sabato mattina, morto nel letto, sono stati i familiari nella casa di Sant’Anna. Inutile i soccorsi del 118: probabilmente la morte risaliva a diverse ore prima. Nella giornata precedente non aveva avuto segnali particolari, se non una sindrome da raffreddamento. I funerali non sono stati fissati: anche perché bisognerà attendere gli accertamenti del medico legale.

Tommaso lascia la mamma Fabrizia Angelini, dirigente del sindacato Uil: «Da molti anni Fabrizia è nostra delegata alla Pia Casa - spiega il segretario della Uil Fpl Lucca Pietro Casciani -. Tommaso era un ragazzo pieno di vita e di importanti prospettive anche per il futuro. Per questo il dolore della famiglia è anche il nostro dolore».

La notizia della scomparsa di Tommaso, anche se in un giorno festivo e per molti versi “rallentato”, si è sparsa piuttosto velocemente. Molti i messaggi su Facebook che chiedevano notizie. E molte le telefonate “incrociate” fra chi lo conosceva: «Anche io ne sto ricevendo tantissime dai suoi ex compagni di squadra», conferma Mascagni. In tanti ricordano le sue caratteristiche: la dolcezza, la disponibilità, l’essere sempre pronto al sorriso.

Anche la famiglia

del Tirreno è colpita da questo lutto: Tommaso era infatti fidanzato con Chiara Bruschi, collaboratrice della nostra redazione di Pontedera. A lei, così come a tutti coloro che lo hanno conosciuto, la nostra vicinanza in questo momento terribile. (l.c.)
 

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