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In arrivo 2 milioni di euro al borgo di Isola Santa

All’interno del “Progetto Bellezza” il recupero del paese sul bacino artificiale  ha ottenuto uno dei finanziamenti più consistenti a livello nazionale 

CAREGGINE. «Ho appreso la notizia dal post su Facebook del senatore Marcucci e quasi non ci credevo»: racconta così la sua gioia personale, quella di un’intera comunità e di un’intera terra, Mario Puppa, sindaco di Careggine, di fronte al finanziamento di un milione e 958 mila euro per “salvare” il borgo di Isola Santa. Sono i soldi promessi dal governo all’interno del “Progetto Bellezza” lanciato dal governo Renzi nel 2016 con un budget di 150 milioni di euro. Isola Santa ha ottenuto uno dei finanziamenti più alti in tutta Italia.

«Nei prossimi giorni scopriremo le tempistiche – spiega Puppa – ma il progetto c’è già e siamo pronti per rilanciare il borgo incantato di Isola Santa, volano turistico per tutta la Garfagnana. È una notizia fantastica per i tanti privati che ci hanno investito, per la comunità di Isola Santa e di Careggine, ma anche per tutta la Valle». Non solo Isola Santa. Il progetto ha portato altri finanziamenti in Garfagnana: 285mila euro per il duomo di San Iacopo a Gallicano e 300mila euro per il castello di Castagnola a Minucciano. Ma i quasi 2 milioni toccati a Isola Santa sono un “record” frutto delle tante segnalazioni arrivate tramite la mail creata per il progetto. Alle mail, l’amministrazione ha affiancato una pagina Facebook, con oltre 7mila fan, e ha presentato un progetto concreto. «Ci sono abitazioni da recuperare nel borgo – spiega Puppa – l’obiettivo è farlo divenire un centro turistico. Ci sono poi le strade e altri lavori. Alcuni, come il piazzale della chiesa, sono già in programma con altri fondi. Insomma, rilanciare Isola Santa definitivamente ora è realtà».

Sì, perché il piccolo paese, circa 30 abitanti, che sorge sul lago creato da Enel nel dopo guerra, lungo la strada d’Arni, non è mai stato abbandonato. Il progetto Bellezza infatti riguardava i luoghi dimenticati da salvare, ma solo pochi anni fa è stata inaugurata la casa del pescatore e lì è presente un’attività che gestisce questa sorta di rifugio in un ambiente da tutti definito magico e unico. «È certamente uno dei luoghi più fotografati dell’intera Garfagnana – prosegue Puppa – ringrazio anche il Tirreno che all’epoca dell’invio delle mail ha realizzato uno splendido video su Isola Santa che ancora oggi ha molte visualizzazioni. Il progetto? Dovremo presentarlo anche ai privati proprietarie delle case, ci sono due ruderi e l’obiettivo intanto è recuperare queste due abitazioni, oltre a rifare tutti i lastricati dei sentieri interni al paese. Oggi possiamo affermare che Isola Santa si salverà».

Isola Santa è uno dei tanti bacini artificiali realizzati da Enel in Garfagnana. Come per il più celebre paese sommerso di Vagli, anche qui la realizzazione del lago portò all’evacuazione del paese e anche qui c’è un “tesoro” nascosto. Sul fondo del lago, infatti, sono ancora in buono stato l’edificio che aveva ospitato l’antico mulino Mosceta, un grazioso ponte ad un’arcata che sembrerebbe risalire al 1200 e alcuni resti di piccole case sparse. La storia di Isola Santa è dunque molto simile a quella di Fabbriche di Careggine. Anche qui dopo la seconda guerra mondiale si progettò la costruzione di una grande diga per sbarrare il corso del fiume Turrite e produrre così energia
elettrica. L’imponente costruzione venne conclusa nel 1950 dalla Selt-Valdarno. Le acque ricoprirono solo pochi edifici e il ponte, ma provocarono grossi problemi di stabilità alle altre abitazioni del paese che si ritrovarono situate in riva al nuovo lago, Chiesa di San Jacopo compresa.

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