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Via Vittorio Emanuele rischia di rimanere al buio

I negozianti che hanno versato la quota per l’illuminazione vanno all’attacco «Non è giusto che con i soldi degli sponsor si favorisca via Fillungo e basta» 

LUCCA. Caso via Fillungo bis. In questo caso a rischio c’è l’illuminazione natalizia in via Vittorio Emanuele. I commercianti della zona, a ridosso di piazza Napoleone, collocati su una delle principali direttrici di accesso al “salotto buono” e tempio dello shopping di Lucca, si sono rivolti al Tirreno per esprimere il loro disappunto.

Sì, perché i tempi per illuminaree anche questa strada, dopo il tormento che ha rappresentato per chi ha organizzato l’illuminazione natalizia del centro (Confcommercio con il suo centro commerciale naturale del centro storico) “l’impresa “ di accendere alfine le luci in via Fillungo.

Per via Vittorio Emanuele, fanno ora presente gli operatori, i tempi sono stretti. Se entro sabato prossimo almeno il 60% delle attività che hanno sede nella strada non aderirà all’iniziativa, questo tratto resterà al buio.

Sarebbe la prima volta in tanti anni. E la cosa non fa certo piacere a coloro che già hanno dato la disponibilità e non accettano di vedere la strada illuminata soltanto dai lampioni pubblici che la rendono triste, proprio nel periodo più festoso dell’anno.

Al momento soltanto cinque esercizi si sono dichiarati disponibili a versare la cifra richiesta (110 euro più Iva) per installare le luci.

«Troppo pochi - commenta Alberto Venga, componente della commissione centro storico di Confcommercio e titolare del negozio “Insieme” che tratta articoli di pregio e gioielli Swarovski - se non riusciamo a coinvolgere almeno un’altra decina di attività, sabato il sogno sfumerà definitivamente e per quest’anno via Vittorio Emanuele degraderà in serie B. E dopo le feste natalizie si conteranno i cocci».

Ma non si arrende il signor Venga e giura che farà il possibile per convincere i colleghi a ritornare sulla decisione «anche se - aggiunge - sarà difficile, perché ciascuno la vede a modo suo e vige lo scetticismo circa i benefici economici che potrebbero arrivare con la strada piena di luci».

Dello stesso avviso Nicoletta e Graziella Santucci, titolari del salone di acconciature “Your hair sisters”, arrabbiate per la situazione incresciosa che si è venuta a creare «che - dichiarano - rischia di degenerare in un putiferio senza fine, perché non è giusto che gli sponsor vadano a privilegiare via Fillungo, piazza San Michele e zone limitrofe, mentre noi restiamo all’asciutto, a grattarci le ferite e a chiederci perché si sono trovati i soldi per queste strade e non per noi. Non capiscono, i nostri politici, che sarebbe loro dovere salvaguardare tutto il centro storico e non soltanto il quadrilatero dello shopping, ormai inflazionato dalle catene franchising che si tirano sempre fuori da ogni iniziativa, causando i disagi che sono sotto gli occhi di tutti, come l’astensione dall’esporre i lumini per la processione di Santa Croce e, appunto, l’illuminazione natalizia?».

Problema che si ripresenta ogni anno, risolvibile, secondo molti commercianti che abbiamo sentito in questi giorni, con un’ordinanza del Comune o con una piccola tassa per tutti, cittadini compresi che permetterebbe di trasformare tutto il centro storico in una straordinaria girandola di luci che attrarrebbe molti più visitatori.

La trovata in extremis dello sponsor sta comunque creando uno scontento generale (fatta eccezione per le catene, naturalmente) poiché rischia di causare, il prossimo anno, lo stop alle adesioni.

Lo testimonia la rabbia dei commercianti delle zone interessate che hanno pagato la cifra pattuita, per poi vedere installare le luci, di cui godono anche chi non ha aderito.

Maggiore tutela per
i commercianti, chiedono, e sostegno alle poche attività storiche rimaste, costrette a cambiare sedi per impossibilità di sostenere affitti improbabili, ma anche l’istituzione di un giorno a settimana di parcheggio gratuito, come avviene in molte città.

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