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In vetrina la sfida a chi snobba la città - Video

«Un negozio in centro è un onore e una responsabilità»: Taddeucci replica a chi non paga per le luci

La sfida di Taddeucci: la vetrina diventa un evento Dal trenino di Babbo Natale agli alberi di cioccolata, la pasticceria di piazza San Michele lancia la sfida a tutti quei negozi lucchesi che hanno snobbato le iniziative per abbellire il centro - L'articolo

LUCCA. In vetrina c’è il trenino con Babbo Natale a bordo che fa il giro di un isolato fatto di pandori, panettoni e torri di barattoli di marmellata, di alberi di cioccolato, di giganteschi lecca lecca. C’è anche una citazione inglese: una piccola cabina del telefono rossa. E una giostrina con la musica, di legno stile Ottocento. Una vetrina che evoca il passato, le icone tradizionali del Natale e il clima che c’era nelle feste tanto tempo fa.

Una vetrina studiata nei minimi particolari: è quella della pasticceria Taddeucci in piazza San Michele, la griffe del Buccellato più famoso. Una piccola opera d’arte che lancia la sfida a tutti quei negozi lucchesi che invece in questa vigilia delle feste hanno snobbato le iniziative per abbellire il centro e illuminarlo, non pagando la quota richiesta.

«Come da tradizione la vetrina del Buccellato Taddeucci vi augura buon Natale - scrive Marino Taddeucci -, perché avere un negozio storico in centro non è solo un onore ma anche una responsabilità verso la città, e partecipare all’allestimento di Lucca, con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, è un gesto che a Natale serve a tutti noi. Ogni anno molti di noi si battono per un bell’allestimento che renda giustizia alle vie del centro. Ringraziamo gli sponsor che collaborano per l’illuminazione, oltre alla quota che mettiamo (alcuni di noi) per la nostra città».

«Se venisse proposto il contributo obbligatorio da pagare per chi ha un negozio in centro storico io sarei d’accordo - spiega Giulio Taddeucci, padre di Marino -. E non tanto per Natale, ma anche per il Settembre lucchese: a parte i lumini che mette il Comune, qui in piazza San Michele saremo in due o tre a montarli. La vetrina, che ha realizzato mia nuora Arianna e la dobbiamo tutta a lei, è il nostro modo per non dimenticare il Natale, per proporre le emozioni di una volta. Piazza San Michele sarà una delle ultime parti del centro storico a essere illuminata. E pensare che anni fa in questa piazza c’erano anche tre alberi. Lo sa cosa sento? Un malessere interiore che male si esprime, un rammarico personale. Noi lucchesi eravamo abituati diversamente per il Natale: e oggi c’è chi non vuole spendere due soldi per mettere le luci».

Il tema degli addobbi “disertati” è finito perfino sul tavolo della commissione consiliare bilancio e sviluppo economico, su sollecitazione del consigliere di SìAmo Lucca Samuele Cosentino. «C’è stato un lungo dibattito durante la commissione - spiega Cosentino -, su quale strada percorrere. Di certo non sarà possibile, per il Comune, istituire un contributo obbligatorio per i commercianti del centro. Forse ci sono possibilità di finanziamento legate all’Art Bonus, o come potenziamento del centro commerciale naturale. Finite le feste, a inizio gennaio, con le associazioni di categoria esamineremo la situazione in modo scientifico. Confcommercio spiegherà con i propri dati quali sono state le difficoltà incontrate a raccogliere le adesioni, quali attività si sono rifiutate. Vogliamo capire bene per trovare il giusto metodo».

Barbara Antoni

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