Quotidiani locali

Diete speciali, sempre meno carne nei piatti degli studenti lucchesi

Ogni giorno vengono preparati oltre cinquecento pasti ad hoc, più del dieci per cento del totale Cresce il numero degli alunni che non mangiano il maiale ma anche dei vegetariani e dei vegani

LUCCA. Oltre cinquecento pasti speciali su un totale di più di cinquemila iscritti alle 54 scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado del territorio lucchese. Ciò significa che il 10% degli studenti che siede ai tavoli delle mense scolastiche ha bisogno di mangiare seguendo una dieta specifica, “costruita” o sulla base delle proprie esigenze sanitarie oppure sulle singole motivazioni etico religiose. Sta di fatto che, numeri alla mano, al centro unico per la preparazione dei pasti della Del Monte a San Filippo, gli addetti sanno che dovranno porre, se è possibile, ancora più attenzione nella preparazione di 564 pasti speciali (il dato è aggiornato al 9 ottobre 2017) sui 3.300-3.500 totali che ogni giorno “escono” dalle loro cucine (i rientri a scuola non sono previsti per tutti lo stesso giorno). Un lavoro che ha bisogno di una premura massima: vietato sbagliare perché la materia è delicata visto che tocca da vicino la salute dei bambini.

Pensate infatti a cosa potrebbe succedere se un pasto destinato a un bambino celiaco dovesse contenere anche una minima traccia di glutine. O ancora, se a un ragazzino diabetico venisse servito del cibo carico di zucchero e a uno fabico un pasto con tracce di fave. «Finora per fortuna sono stati rarissimi i casi di errore - spiegano dall’ufficio mensa del Comune - anche perché dietro alla preparazione di ogni pasto c’è attenzione massima, dall’ordinazione alla consegna però è ovvio che non ci possiamo permettere nemmeno una minima disattenzione». In tutto quest’anno sono ben 255 i pasti speciali di cui i bambini necessitano per motivi sanitari, 311 quelli che hanno fatto invece richiesta per motivi etico-religiosi. «È un servizio molto complesso - dichiara l’assessora alla scuola, Ilaria Vietina - perché esige la collaborazione tra soggetti diversi e con una particolare forma di cooperazione. Questa complessità si riscontra proprio nelle diete speciali che sono l’aspetto più delicato. Per questo voglio riconoscere il grosso lavoro dell’ufficio comunale e ringraziare anche tutti gli altri enti che ogni giorno fanno sì che il servizio mensa funzioni».

NON SOLO CELIACHIA. Sebbene la maggior parte delle diete specifiche per motivi sanitari, 66 per la precisione, siano destinate a chi è celiaco, immediatamente dopo troviamo le intolleranze a lattosio, latte e derivati: sono 52 gli alunni che non possono mangiare cibi che ne contengano traccia. Ventitré invece sono gli studenti che hanno una dieta totalmente personalizzata, 15 quelli che non mangiano il pesce, 13 il pomodoro e 12 l’uovo. Andando avanti troviamo anche chi ha bisogno di una dieta ipolipidica (senza grassi), chi di una semiliquida, chi di una ipocalorica. Ancora. No kiwi, no frutta secca, no manzo, no fave, no arachidi, no zuccheri, no crostacei, no cioccolato, no sale, no piselli, no miele, no riso, no ceci, no cannella, no spinaci, no grassi animali, no farina bianca. E come se non bastasse, di queste 255 diete, 67 sono realizzate per bambini che hanno più di un’intolleranza o allergia. Un insieme di esigenze iper-specifiche che ogni anno viene presentato alla nutrizionista del Comune, Simona Perseo, alla quale spetta il compito di realizzare diversi “menu speciali” che siano il più possibile simili a quello principale. Va anche precisato che tutte le diete (e tutti i certificati) sono validati dall’ufficio Igiene pubblica e Nutrizione dell’Asl, ufficio che si occupa anche di effettuare i controlli nelle mense e al centro di preparazione dei cibi.

CARNE BANDITA. Un dato che salta all’occhio tra le diete richieste per motivi etico religiosi è invece quello di chi non mangia carne: sono più della metà, 177 per la precisione, i bambini che ogni giorno ne fanno totalmente a meno. A seguire ci sono 89 studenti che hanno una dieta priva solo del maiale. Capitolo a parte quello dei vegetariani e dei vegani: i primi sono 32, di cui 17 bambini, i secondi invece sono 13 tra bambini e insegnanti. Entrambi sono comunque in aumento rispetto allo scorso anno, quando le diete vegetariane erano 26 e quelle vegane 12.

Che la richiesta della dieta speciale derivi da motivi sanitari o da motivi etico religiosi, va comunque presentata dai genitori all’ufficio mense del Comune (il modulo da compilare è disponibile sul sito del Comune di Lucca nella sezione diete speciali). Inoltre alle famiglie viene anche richiesto di far presente al personale scolastico addetto alla comunicazione giornaliera dei pasti alla ditta fornitrice, di quale dieta speciale hanno bisogno i propri figli. È dunque il personale scolastico che
ogni giorno invia i menu alla Del Monte. «Nel caso arrivino uno o più pasti sbagliati - spiegano dall’ufficio mensa - il personale scolastico chiede alla Del Monte che vengano rimandati corretti e la ditta fornitrice ha l’obbligo di inviarli nuovamente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Lucca Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista