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l’iniziativa 

Un’opportunità per conoscere la casa famiglia Mons. Agresti

LUCCA. Un pomeriggio di apertura ai cittadini, una sorta di open day per illustrare a tutti un’esperienza di accoglienza e per combattere il pregiudizio ancora radicato verso chi ha contratto il...

LUCCA. Un pomeriggio di apertura ai cittadini, una sorta di open day per illustrare a tutti un’esperienza di accoglienza e per combattere il pregiudizio ancora radicato verso chi ha contratto il virus dell'immunodeficienza umana. In occasione della giornata mondiale contro l’Aids, la casa famiglia Monsignor Agresti spalanca le porte ai cittadini.

Lo fa con un’iniziativa denominata “Hiv, quando l’accoglienza supera il pregiudizio”, organizzata da numerose associazioni e istituzioni locali. L’appuntamento è per oggi dalle 15 alle 18, proprio nella sede della casa famiglia, in via Pesciatina 590, a San Vito (Lucca). Le associazioni promotrici sono Anlaids, LuccAut, Ceis, Società italiana per la promozione della salute e Croce Rossa italiana comitato di Lucca, con la Provincia e i Comuni di Lucca e Capannori.

«La casa famiglia Monsignor Agresti, gestita dal Ceis, rappresenta un’eccellenza per il nostro territorio - sottolinea Daniele Bianucci, consigliere comunale a Lucca e referente del sindaco per i diritti -. Qui sono accolte persone che hanno contratto l’Hiv e che per svariate ragioni hanno necessità di sostegno e cura. Nel suo genere, un’esperienza pressochè unica per l’intera Toscana: svolge la funzione di assorbire gran parte di quel bacino di bisognosi di assistenza, che spesso non sono accolti in altre strutture proprio per il pregiudizio che ancora accompagna i malati cronici del virus dell’immunodeficienza umana. Combattere questo stigma è un impegno che tutti noi dobbiamo vivere come una priorità: da qui, l’idea di organizzare questa iniziativa, in collaborazione con numerose associazioni del territorio».

«Per vincere il pregiudizio è indispensabile la conoscenza - evidenzia Lia Miccichè, assessore
al sociale del Comune di Capannori -. Per questo abbiamo pensato di prevedere un pomeriggio in cui l’esperienza della casa famiglia Monsignor Agresti potrà diventare patrimonio condiviso dell’intera cittadinanza. Oggi i cittadini che vorranno, potranno infatti conoscere questa realtà».

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