Quotidiani locali

Gli agricoltori chiedono di poter sparare

Vertice della Cia per fare il punto della situazione, e la Coldiretti sollecita il piano regionale in materia

LUCCA. Associazioni di categoria all’attacco, dopo l’ennesimo caso di greggi devastati da un assalto di lupi. Un episodio particolarmente inquietante per il “dove”, non in Alta Garfagnana, dove gli allevatori sono da tempo costretti a convivere con questo pericolo, ma sulle colline di Capannori, a quote decisamente più basse.

Lunedì, alle 17, 30 nel Salone delle Feste del Circolo dell’Unione a Borgo a Mozzano, il Comitato Pastori d’Italia – rappresentato dal presidente Mirella Pastorelli – e la Cia Toscana Nord, organizzano un incontro sulla questione I casi denunciati negli ultimi anni sono più che raddoppiati – si sottolinea dalla Cia – considerando che buona parte degli allevatori, delusi e scoraggiati, non segnalano più eventuali predazioni. «Pensiamo – dice Alberto Focacci, direttore della Cia Toscana Nord – che sia tempo di agire con un concreto confronto con le istituzioni, sollecitando in questo modo la Regione a varare il cosiddetto “Piano Lupo”, promesso dall’assessore Remaschi già lo scorso settembre, ma ancora bloccato a causa delle lentezze burocratiche e fermo sul tavolo della conferenza Stato-Regioni. Ma al tempo stesso per dare la possibilità agli allevatori danneggiati di presentare l’istanza di risarcimento per l’anno 2017, non ancora formalizzata». La Cia Toscana Nord, inoltre, rivendica il diritto dei pastori alla difesa delle proprie greggi dagli attacchi del predatore, anche con l’uso delle armi se necessario.

A sollecitare il “Piano Lupo”, è anche Coldiretti: «Abbiamo denunciato da mesi in molte aree della Toscana – dice Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti regionale – una situazione di emergenza legata alle predazioni. Basti pensare che per il triennio 2014 – 2016 sono state presentate domande di indennizzo, riferite a 1. 348 attacchi di predatori agli animali allevati, per un danno che supera i 3 milioni di euro. Numeri che parlano da soli e che non dicono tutto della situazione reale perché molti allevatori rinunciano addirittura a richiedere i rimborsi. Attacchi non solo di lupi ma anche di individui ibridi e di cani domestici inselvatichiti» .

«Sono apprezzabili gli sforzi messi in campo fino a oggi dalla Regione – dice Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – come quello annunciato di reperire ulteriori risorse per risarcire tutti i danni per le domande presentate al novembre 2016 ed ancora in attesa di essere liquidate. Il Piano Lupo nella versione edulcorata che torna in Conferenza Stato-Regioni rappresenta una risposta “debole” a un problema “forte”. Perde di efficacia perché si ipotizza una entrata in
vigore progressiva che di fatto ne dilaziona la piena operatività tra due anni. Il calcolo degli indennizzi oltre a essere complesso di fatto penalizza gli allevatori che hanno subito danni. Per questo la nostra organizzazione sostiene il Piano Lupo nella versione “originale”».



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