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Andreina, 102 anni tra Nicole Kidman e l’amore per la tavola

Una festa nel ristorante dove va quasi ogni giorno: «Mangio, bevo e gioco. Sto meglio ora che a 50 anni»

Andreina festeggia 102 anni: "Ai giovani dico di non avere fretta di fare cose inutili" Nel 1996 Andreina Mariani ha fatto la comparsa nel film “Ritratto di signora” con Nicole Kidman e John Malkovich. La festa nel ristorante dove va ogni giorno: "Mangio, bevo e gioco. Sto meglio ora che a 50 anni" (video di Fiorenzo Sernacchioli) - L'ARTICOLO

LUCCA. Le nozze di Andreina Mariani, occhi profondi, gioielli al collo e un portamento leggero che certo non ti aspetti da una donna che di anni ne compie 102, erano state fissate il 25 aprile del 1945. «Io e mio marito Vittorio Mecchi le abbiamo rimandate volentieri – racconta – perché quel giorno finalmente ci siamo liberati dei tedeschi. Poi non c’è stato da aspettare tanto: il 29 aprile ci siamo detti “sì” e da lì è iniziata la nostra vita insieme, senza la guerra».

Andreina con il palloncino modificato...
Andreina con il palloncino "modificato" per i suoi 102 anni (Foto Fiorenzo Sernacchioli)

Ci ripensa Andreina mentre è seduta al tavolo del Mercatino del pesce dove poco dopo le servono antipasto e spaghetti alle vongole: è qui, in quella che è diventata un po’ una sua seconda casa (dato il suo amore per il cibo ci viene spesso), che ha deciso di festeggiare questo compleanno speciale. Davanti a lei l’immancabile bicchiere di vino bianco per il brindisi, intorno i suoi affetti, tutta la sua vita: una delle due figlie, Manuela, e una nipote, Silvia, ma anche un’amica di famiglia arrivata da Pesaro apposta per festeggiarla. Qualche addobbo, un palloncino sul quale lo zero finale è stato corretto con un due scritto con un pennarello rosso dalla titolare che per Andreina ha anche preparato un tiramisù degno di un compleanno così importante.

Sono questi gli ingredienti di un pranzo che, come spiega la figlia Manuela, non è che l’inizio di un fine settimana tutto dedicato alla sua mamma. Una mamma del tutto autosufficiente, che nemmeno un incidente in bicicletta avvenuto dieci anni fa è riuscita a fermare. Una mamma che va a letto tardi la sera e che si sveglia tardi la mattina, che ama i cibi belli saporiti e che certo non si limita col sale, che ha votato anche alle ultime amministrative e che più di tutto ama giocare a carte e a tombola. «Mangio, bevo e gioco – interviene Andreina con sguardo furbo – passo il mio tempo al centro anziani le Chiavi d’oro e sto meglio di quando avevo 50 anni». «Domenica faremo una grande festa a Montecarlo – dice Manuela – e lì saremo davvero in tanti. Chissà quanti regali riceverà la mamma, sarà davvero emozionante».

Andreina festeggiata dai suoi...
Andreina festeggiata dai suoi familiari (Foto Sernacchioli)


È’ felice la signora Mecchi, non solo nonna ma anche tre volte bisnonna, e in un giorno così importante ha deciso di affidarci i suoi ricordi preziosi, quelli di una vita dura che l’ha anche messa di fronte a grandi sofferenze come la perdita di un fratello ucciso a 15 anni dai tedeschi a Massa, sua città d’origine dove ha lasciato il cuore. Nonostante questo non ha mai smesso di sorridere e di avere speranza nel futuro. Un atteggiamento positivo, merce rara ormai, una luce difficile da percepire negli occhi delle nuove generazioni.

«Mi svegliavo nel cuore della notte – racconta con sorprendente lucidità Andreina – e alle due partivo con la mia mamma da Massa diretta a Forte dei Marmi. Due o tre ore di viaggio a piedi, a volte anche scalza. Avevamo un banco della verdura al mercatino ma erano tempi duri. Eravamo otto figli che dovevano mangiare». Eppure mai un muso lungo, mai una lamentela. «Ero felice e lo facevo col sorriso – continua Andreina – mentre camminavo cantavo e mi ringraziavano perché la mattina facevo un po’ da sveglia. Noi avevamo una casa nei pressi del castello dei Malaspina e per arrivare in città dovevo fare 130 gradini ma io andavo come il vento e in un attimo ero in centro». E in centro a Massa c’era anche la scuola elementare che Andreina sognava di frequentare. Ma in quei banchi purtroppo non si è mai potuta sedere.

Andreina durante il pranzo nel suo...
Andreina durante il pranzo nel suo ristorante di fiducia (Foto Sernacchioli)


«Tutte le mattine mi svegliavo, mi preparavo, prendevo i libri sottobraccio – dice con un’espressione che pian piano si fa più triste – e andavo a scuola. Ma non mi facevano entrare perché avevo le croste, i pidocchi». Così Andreina si è rimboccata le maniche a e leggere e scrivere ha imparato da autodidatta.

Era il tempo della campana disegnata sulla strada col gessetto quando, appena quindicenne, Andreina ha fatto la valigia e si è trasferita a Lucca in cerca di una vita migliore. «Ero riuscita a trovare lavoro in un forno a Nave – racconta – ed è qui che un giorno è arrivato Vittorio, il fornaio che poi è diventato mio marito». In un attimo i ricordi la fanno ripiombare nel pieno della seconda guerra mondiale. Lei e Vittorio impegnati a fare il pane. È un giorno come tanti altri: salgono sulle loro biciclette per una consegna quando sentono il rumore pietrificante degli aerei. «In un attimo ci siamo ritrovati nel fosso – racconta Andreina – e Vittorio per tutto il tempo continuava a farsi il segno della croce. In casa avevamo una cantina dove, quando lanciavano le bombe, cercavamo riparo ma io ho sempre pensato che tanto i tedeschi erano ovunque e quindi se era destino che mi capitasse qualcosa sarebbe successo con o senza nascondiglio. Io li avrei ammazzati tutti». Finalmente il 25 aprile 1945 la Liberazione, poi il matrimonio in San Giovanni con tanto di viaggio di nozze.

Andreina con un bicchiere di vino e...
Andreina con un bicchiere di vino e un mazzo di fiori (Foto Sernacchioli)

«Siamo saliti sulle nostre biciclette – racconta Andreina manco fosse stata in una crociera da sogno – e siamo andati qualche giorno a Crasciana, a Bagni di Lucca». Poi sono nate Manuela e Carla, le due figlie, sua ragione di vita tanto che il desiderio che esprime quando spegne le tre candeline dei 102 anni è tutto dedicato a loro. «Sono molto orgogliosa – dice commossa – e mi auguro che stiano sempre bene e in salute. Mio marito è mancato presto quindi Manuela e Carla sono tutto quello che mi resta».

In un attimo i ricordi si fanno sempre più recenti ma non per questo la vita di Andreina Mariani smette si riservare delle sorprese. Segno che forse, il segreto per vivere a lungo, è anche quello di non fermarsi mai. «Nel 1996 – racconta la figlia Manuela – ha fatto la comparsa nel film “Ritratto di signora” con Nicole Kidman e John Malkovich. Lei faceva la cameriera che portava su i fiori per le scale. E poi è stata anche la protagonista dello spot per l’Antica Gelateria del Corso». Sarebbe bello se Andreina potesse svelarci qual è il segreto per vivere bene e così a lungo. Intanto questo è il ritratto di una signora che ieri di anni ne ha compiuti 102, che affronta ancora oggi la sua esistenza con portamento leggero. E questo sa farlo solo chi ha avuto la fortuna di scoprire l’elisir di lunga vita.
 

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