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In vendita Villa Gioiosa, per 53 anni la scuola della Lucca “bene”

Lucca: l’istituto privato ha chiuso nel 2014. Sull’immobile le attenzioni di società e multinazionali del settore ricettivo

LUCCA. È in vendita Villa Gioiosa, la dimora storica che si affaccia sul viale Carducci e che per cinquantrè anni è stata sede del noto istituto privato omonimo - scuola per l’infanzia e poi elementare, ma anche scuola di musica e di danza - frequentato da centinaia di bambini lucchesi. La scuola preferita dalla “Lucca bene”, si diceva, dove più generazioni sono cresciute e si sono formate.

L’istituto è cessato verso la fine del 2014, dopodiché l’attuale proprietà, lucchese anche questa, ha deciso di metterla sul mercato. «Il prezzo è molto interessante, ribassato - spiega Paola Granucci dell’agenzia immobiliare Casamica di Lucca che ha in carico l’immobile per la vendita -. Di cifre la proprietà, che ci ha affidato la vendita in esclusiva, preferisce parlare in agenzia direttamente con il cliente», sottolinea. Il prezzo base per la trattativa comunque, come riportato sul sito dell’immobiliare, è di 1.300.000 euro.

Villa Gioiosa, di recente (in settembre) “quartier generale” e sede degli uffici della D’Alessandro & Galli nel periodo preparatorio al concerto dei Rolling Stones sul campo Balilla (al quale si trova praticamente di fronte) è un immobile molto ampio, costruito fra il 1915 e il 1917. È disposta su due piani, ciascuno con un’altezza di quattro metri e mezzo, oltre al piano seminterrato e alla mansarda (alta 2,85 metri) e a una palestra, per una superficie totale di 1.190 metri quadrati. Si trova in buone condizioni ed è dotata di un ascensore interno. Inoltre, dispone di un giardino di circa duemila metri quadrati, con alberi secolari e un laghetto: la proprietà è delimitata da cancelli in ferro battuto. Sussistono vincoli delle Belle Arti ma soltanto per la facciata, in pieno stile liberty. Nessun vincolo invece per l’interno, come sottolinea sempre Paola Granucci. Eventuali ristrutturazioni interne quindi, potrebbero essere possibili senza la necessità del nullaosta della Soprintendenza.

Per le sue caratteristiche, Villa Gioiosa può prestarsi a più tipi di riconversione. Potrebbe essere riportata alla sua vocazione iniziale, residenziale, come anche essere destinata a struttura ricettiva, casa di riposo o altro. Sul fronte ricettivo, in particolare, sta infatti lavorando (e puntando) l’immobiliare Casamica.

«Abbiamo ricevuto interessamenti da società del settore ricettivo - spiega ancora la rappresentante dell’immobiliare lucchese -, anche da multinazionali. Tutte le società che ci hanno contattato comunque non sono lucchesi. L’altro uso su cui puntiamo è il privato residenziale». In quest’ultimo caso molto probabilmente acquistare Villa Gioiosa, da parte di un privato o di una immobiliare, potrebbe significare ricavarne più appartamenti di lusso, in una posizione privilegiata di fronte alle Mura urbane, distante cento metri più o meno dal centro storico.

La storia della dimora prende avvio nel settembre del 1915, quando l’architetto lucchese Lelio Menesini chiese al Comune di Lucca, per conto del proprietario Lorenzo Sarti, il permesso di costruire un fabbricato sul suo terreno nelle vicinanze della circonvallazione a San Concordio; in quella pratica veniva anche richiesto di recingere tutta l’ampiezza del terreno, per dotare la villa di un giardino. La realizzazione fu infatti proprio questa.

Primo proprietario di Villa Gioiosa fu la famiglia Sarti: la traccia che ne rimane a tutt’oggi è la “S” intagliata nel motivo a foglie sul portone d’ingresso.

Sulla facciata sono ancora presenti bellissime maioliche, provenienti dalla manifattura di Galileo Chini, raffiguranti uccelli in volo, fiori e vasi con grappoli d’uva. L’elemento caratterizzante dell’interno sono in particolare i pavimenti
(quelli rimasti) in graniglia originale con la greca.

Fino agli anni cinquanta Villa Gioiosa è appartenuta a un avvocato lucchese, poi venduta e destinata, a partire dal 1961, a istituto scolastico privato, fino, appunto, al 2014.

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