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L’ex autista Clap con la passione della terra

Conosciuto da tutti, lascia la moglie, due figli e l’anziana madre. Il Morianese è sotto choc

LUCCA. Un uomo semplice, che non significa umile, nè modesto. Una vita spesa a condurre per oltre trent'anni gli autobus per la Clap, come la chiamano ancora le persone anziane, da questi parti. E un'amore profondo, figlio di un'altra epoca, per i campi, i suoi campi. Alfredo Quilici, il 67enne rimasto schiacciato dal suo trattore a Palmata, nella frazione di Ponte a Moriano, in paese lo conoscevano tutti: viveva in via Vecchia Sesta, dietro via delle Ville. Con lui la moglie Nadia, in pensione anche lei, e il figlio Omar, mentre Sonia, la figlia più grande, quasi 40enne, si era sposata, e portata via dal lavoro, - faceva la farmacista - abitava con il marito a Bagni di Lucca. Il pensionato si prendeva cura anche della mamma che viveva nell'abitazione di fianco alla sua. Un dramma per la donna, quasi 93enne, vedersi annunciare la morte del figlio, l'unico maschio.

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Il primo pensiero dei parenti dell'uomo, dopo aver a stento compreso la tragedia, è corso subito a lei, l'anziana madre, ignara di ciò che era successo qualche metro più su. Era il primogenito Quilici, lo seguivano due sorelle che non abitavano troppo lontano. Anche lui come loro aveva deciso di rimanere a Palmata, anche con la sua nuova famiglia. Lì c'era la sua vita, c'ho che sentiva suo da sempre.

Il trattore rovesciato nell'oliveta...
Il trattore rovesciato nell'oliveta dove è morto Qulici

Dopo la pensione, qualche anno fa, aveva potuto dedicarsi appieno ai suoi oliveti: a volte qualche lavoretto di sfalciatura che gli chiedevano i vicini e diversi amici, ma il grosso del tempo lo teneva per sè. Con il passare degli anni infatti i campi, acquistati diversi anni fa da suo padre, erano andati via via aumentando, e come alzavi gli occhi, nei dintorni, facevi fatica a non trovare un olivo che non portasse il nome della famiglia Quilici.

Era anche un donatore di sangue della Croce Verde di Ponte a Moriano. Un uomo benvoluto da tutta la comunità: con un amore per la terra che gli è stato fatale. Il trattore, il veicolo di tante uscite, lo ha tradito, all'improvviso. Sicuro di sé Alfredo Quilici aveva abbassato persino il roll bar abbattibile del quattro ruote motrici- un gesto abituale, figlio dell'esperienza -, forse d'intralcio per poter arrivare meglio nei punti più impervi del suo campo e il mezzo è scivolato sull'erba bagnata, rovinandogli addosso, senza lasciargli scampo.


 

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