Quotidiani locali

La fanciulla del West, dal biliardo alla cucina

Nello storico locale di via Nuova sono passati i più grandi campioni. Fondato a metà Ottocento, presto diventerà un ristorante

LUCCA. Garuffa, raddrizzata, americana. E poi goriziana, 5 birilli, rinterzo e rinquarto. Fino all’immaginifico “cappello da prete”. Qualcosa di più di un semplice gergo: piuttosto, le coordinate lessicali di un universo che ha caratterizzato per decenni quei locali divisi fra la luce e la penombra e ricoperti da una spessa nuvola di fumo che erano le sale biliardo (o, almeno, questa è la loro immagine). Ci sono due tipi di sale biliardo: i locali dedicati in primis a questo gioco (o sport? - dibattito infinito) e i bar che nel retro avevano spazi dedicati ai tavoli verdi. A Lucca ha avuto fortuna soprattutto questa seconda tipologia. E il bar con biliardi per antonomasia era la Fanciulla del West in via Nuova.

Nasce a due passi dal mercato del Carmine nella seconda metà dell’Ottocento a opera della famiglia Quilici, la stessa che poi avrebbe dato vita al negozio di stoffe in via Fillungo. Per quasi un secolo e mezzo i giocatori di biliardo di Lucca si sono dati appuntamento nelle sue sale. Non solo gli appassionati e gli amatori, ma anche i campionissimi, immancabilmente ritratti nelle foto poi appese ai muri accanto a stecche e segnapunti. Un nome per tutti, noto anche al di fuori dei patiti del biliardo: Marcello Lotti, detto lo Scuro, che quando veniva a Lucca era di casa in via Nuova.

La mattina c’erano gli studenti che avevano fatto forca e che avevano i quattro tavoli tutti per loro, senza che nessuno li criticasse o alzasse il sopracciglio per un colpo non proprio perfetto. Lo spazio per gli studenti si esauriva a metà pomeriggio, quando arrivavano i “professionisti”, con le loro stecche personali negli astucci. E le partite di goriziana andavano avanti, fino a notte fonda. Si giocava tanto e si giocava anche di soldi, un tanto al punto. Ma questo era appannaggio di pochi.

Di quell’epoca oggi è rimasta solo l’insegna: un elegante corsivo dorato su fondo nero, con il vezzo di avere solo la “W” di West come maiuscola. Il bar ha chiuso a inizio anni Duemila, sorte comune a tanti altri locali

con biliardi. Cambio dei tempi, cambio dei divertimenti e tasse alte hanno concorso a questa moria. Per una quindicina d’anni in via Nuova c’è stato l’outlet di Benetton, chiuso qualche mese fa. Fra poco, lì, arriverà un ristorante. Ovviamente (e purtroppo) senza biliardi.
 

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