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Spedizione punitiva nel club privato

Una decina di persone ha devastato il “Manhattan” a Lammari. Il gruppo è fuggito nei campi ma tre sono stati fermati

LUCCA. Si sono presentati alle 5 del mattino all’ingresso del circolo privato Manhattan in viale Europa a Lammari gestito da alcuni marocchini. Erano una decina di connazionali armati di spranghe e bastoni e non avevano certo intenzioni pacifiche.

Di lì a poco il locale, adibito a bar, sala intrattenimento, discoteca e palestra, è stato completamente devastato e i danni ammontano a svariate migliaia di euro. La loro furia si è abbattuta anche sui computer, sui vetri delle finestre e sul bancone al piano terra .

A scatenare l’ira degli immigrati – tre dei quali, di 23,24 e 25 anni, con precedenti di polizia, sono stati identificati e denunciati per danneggiamento aggravato in concorso – probabilmente un regolamento dei conti. Questioni di soldi o di altra natura che gli extracomunitari hanno pensato bene di risolvere a modo loro senza adire a vie legali o chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. E fortuna ha voluto che gli immigrati non hanno agito nei confronti dei circa cinquanta soci del circolo che si trovavano in quel momento all’interno e che, al di là dello spavento, non hanno ricevuto uno schiaffo o un colpo di spranga.

Mentre i magrebini facevano irruzione nel locale e spaccavano bottiglie, bicchieri, suppellettili di varia natura, qualcuno degli avventori riusciva a chiamare la centrale operativa dei carabinieri di Cortile degli Svizzeri che alle 5.30 inviava una pattuglia del radiomobile e una volante della polizia. Fuggi fuggi generale all’arrivo delle forze dell’ordine.

Ma non tutti sono riusciti a darsela a gambe. Tre dei circa dieci aggressori, armati di spranghe metalliche e bastoni in legno che poi sono stati sequestrati, dopo essere scappati nei campi hanno recuperato la propria auto, una Fiat Bravo, in un parcheggio poco lontano. E allora iniziato un inseguimento, finito non troppo lontano, nelle vicinanze dei laghetti di Lammari dove i tre sono stati fermati da una volante della polizia che, dopo averli

trasferiti in questura, ha trasmesso gli atti ai militari di Cortile degli Svizzeri. Sono in corso indagini per arrivare all’identificazione degli altri autori del reato e soprattutto per capire le reali motivazione alla base di questa autentica spedizione punitiva.

 

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