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Lavoro, il 56% delle aziende non è in regola

I dati sui controlli dell’ispettorato nei primi 8 mesi del 2017

LUCCA. Lavoro, più di un’azienda su due non è in regola. Non solo: i nuovi voucher (ora si chiamano Presto), non decollano ma le aziende si arrangiano con altri tipologie di contratto flessibile. Nel complesso la quota di lavoro nero resta stabile, ma permane il problema delle finti-autonomi che di fatto sono lavoratori subordinati.

La direzione territoriale Lucca Massa Carrara dell’Ispettorato del lavoro, al cui vertice siede la dottoressa Anna Maria Venezia, dà i numeri dell’attività ispettiva dei primi 8 mesi dell’anno. 1.203 ispezioni effettuate con una percentuale di irregolarità del 56,44%; 1.076 i lavoratori a cui si riferiscono le violazioni accertate; 147.438 gli euro introitati per sanzioni amministrative e 79.650 quelli derivanti da sanzioni penali; 358 maxi-sanzioni per lavoro nero, 156 riqualificazioni da forme di lavoro non genuino a subordinato, 9 violazioni per lavoratrici madri (mancato versamento dell’indennità di maternità), 348 violazioni in materia di orario di lavoro, un imponibile previdenziale e assicurativo omesso pari ad € 14.621.265.

Niente più voucher. Numeri che presi così non dicono granché ma se messi a confronto con il passato raccontato quello che sta accadendo. «La percentuale di irregolarità – spiega Anna Maria Venezia, direttrice dell’ispettorato di Lucca e Massa Carrara – è sostanzialmente invariata. Un dato interessante considerando la scomparsa dei vecchi voucher (Lucca era la seconda provincia toscana per utilizzo, ndr) e il mancato decollo dei Presto, i nuovi buoni lavoro».

Le aziende, in pratica, hanno utilizzato altre forme contrattuali, in prevalenza contratti a chiamata ma anche contratti a tempo determinato di durata estremamente ridotta (ad esempio solo 3 giorni), senza però sconfinare nell’ambito del lavoro nero o irregolare. Non era così scontato visto che i voucher, strumento estremamente comodo e semplice da usare per le aziende (si potevano acquistare anche in tabaccheria), erano molti diffusi ormai in tutti i settori. I Presto, in uso da luglio, hanno una procedura di attivazione diversa e più farraginosa (si fa tutto per via telematica ma bisogna registrarsi sul sito dell’Inps) e al momento non decollano.

Negozi, bar e ristoranti. Venendo allo specifico del nostro territorio, nel Comune di Lucca sono state contestate 56 maxi-sanzioni per lavoro nero e ben 74 sono state le riqualificazioni da forme di lavoro non genuino a subordinato (la metà del risultato dell’intero Ufficio). Le irregolarità si sono riscontrate in particolar modo nei settori servizi, ristorazione, alloggio, e trasporto. Nel Comune di Porcari è da segnalare un accertamento che ha portato alla riqualificazione di un consistente numero di pseudo-artigiani e al recupero di un imponibile evaso pari a € 907.882,00. Stessa situazione nel Comune di Barga, dove l’imponibile evaso supera il 1 milione di euro.

Per quanto riguarda il lavoro nero, il clso più eclatante si è verificato a Borgo a Mozzano. Nel Comune della Mediavalle nel corso del 2017 sono stati trovati 29 lavoratori in nero. 26 dei quali
in un’unica azienda. Si tratta, è bene precisare, di persone che ormai non lavoravano più nella ditta ma che lo hanno fatto in passato. Questo ha permesso al titolare di evitare la sospensione dell’attività, ma non gli ha risparmiato una maxi sanzione.

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