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Legati e minacciati in casa dai rapinatori mentre festeggiano un compleanno

Lucca: i banditi sono entrati armati di pistola e hanno immobilizzato madre, padre e un figlio disabile. Rubati oro e soldi

CAPANNORI. Legato, immobilizzato e con una pistola puntata alla testa. Un compleanno che resterà per sempre marchiato a fuoco nella memoria di un 40enne invalido, che nel tardo pomeriggio di giovedì, intorno alle 18.30, insieme al padre Mario Fruzzetti di 70 anni e la madre Norma, di 68, è rimasto ostaggio per quasi un'ora di due malviventi, nella sua abitazione in via del Casalino 13 a Tassignano, all'angolo con via Marconi, a due passi dalla palestra Genesi e dal polo culturale Artemisia.

È accaduto tutto in rapida successione: la porta di cucina che affaccia sul piccolo giardino esterno aperta, la coppia di rapinatori che entra con il volto coperto dal passamontagna, la sorpresa della donna, intenta a preparare la cena, nel trovare gli uomini in casa. A quel punto è un attimo: la afferrano, le legano entrambi i polsi con delle normali fascette da elettricista e poi la scaraventano a terra. Uno dei due, entrambi di corporatura robusta, di un'altezza intorno al metro e settanta e dal chiaro accento italiano, secondo quanto racconta il signor Fruzzetti, pensionato, ex dipendente dell'ospedale psichiatrico di Maggiano, si dirige verso di lui, seduto sul divano, intento a guardare la televisione.

Lo choc è troppo forte per provare a compiere un gesto, che comunque potrebbe apparire avventato. Il trattamento che gli riservano è lo stesso toccato in sorte alla moglie: bloccato e immobilizzato, con l'arma da fuoco. «Sembrava un revolver» prova a spiegare il 70enne, che mira dritta alle tempie. La scena si fa ancora più tragica nel momento in cui il figlio, disabile, ma in grado di uscire e frequentare il bar che si trova in prossimità del vicino passaggio a livello, rientra dalla sua passeggiata quotidiana. Il ragazzo, che proprio oggi festeggia i quarant'anni, è al settimo cielo, ed è convinto di trovare al suo ritorno i genitori intenti a preparargli una festa. Gli si parano davanti invece i due delinquenti che non battono ciglio e non si fermano neppure di fronte alle difficoltà dell’uomo. Gettano a terra anche lui, lo ammanettano con le solite fascette usate per i genitori e, dopo aver neutralizzato l'intera famiglia - resta il cane, un meticcio precedentemente chiuso dai rapinatori nel garage esterno - svuotano quel poco di oro e di denaro che trovano al piano terra.

Il padre, preoccupato per la stabilità mentale del ragazzo, gli urla dietro la sua disperazione: «Siete degli schifosi, insensibili», prova a gridare ai rapinatori, ciechi di fronte alle sofferenze del figlio, che piange e non riesce a comprendere appieno quello che sta accadendo. Ma i due non si fermano, anzi si dividono i compiti: uno resta giù a fare da palo e a controllare eventuali gesti inconsulti della famiglia, l'altro prende le scale in cerca di un bottino più cospicuo al piano superiore della bifamiliare. Dopo aver messo a ferro e fuoco le stanze, il rapinatore scende dabbasso e raggiunge il complice, ed insieme si allontanano, presumibilmente a piedi.

«Non abbiamo sentito rumore di automobile fuori. Pensavamo ci fossero delle telecamere qui in zona, ma purtroppo non ce ne sono. Speriamo che le forze dell'ordine riescano ad acciuffarli. È schifoso quello che ci hanno fatto, specie a nostro figlio» dice, con gli occhi ancora carichi di sofferenza, il signor Fruzzetti. Alla famiglia a questo punto, dopo essere stata in balìa degli scippatori, non resta che provare a liberarsi. «Mi sono alzato e con l'aiuto di un paio di coltello mi sono liberato i polsi, poi ho fatto lo stesso con mio figlio e mia moglie», prosegue l'uomo che, ancora sconvolto,

ha la forza per chiamare i carabinieri. Il ragazzo però, è quello che più di tutti è ancora sotto choc. «In casa non ci vuol stare - spiega il padre - preferisce uscire e stare lontano da qui. È ancora sconvolto, e chissà per quanto tempo ancora lo sarà».
 

 

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