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Caso Rumsas, si indaga per doping

Lucca, perquisizioni nelle case dei dirigenti e della famiglia: trovate sostanze proibite

LUCCA. Caso Rumsas, perquisizioni all’alba nella casa dei genitori del ciclista 21enne morto improvvisamente lo scorso 2 maggio. La polizia si presenta anche nelle abitazioni dei dirigenti e nella sede del ritiro della Altopack Eppela. Sequestrate ingenti quantità di sostanze proibite o utilizzabili solo dietro prescrizione medica, che in questo caso non c’era. La procura indaga cinque persone.

È giunta a una svolta l’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Salvatore Giannino, titolare del fascicolo sul misterioso decesso di Linas Rumsas, figlio del noto ex corridore Raimondas Rumsas, terzo al Tour de France del 2002. Il blitz delle forze dell’ordine è scattato all’alba di lunedì 4 settembre, al termine di mesi di intercettazioni e pedinamenti da parte della squadra mobile diretta dal commissario Silvia Cascino.

Gli investigatori hanno circondato la villetta di Lunata dove vive la famiglia Rumsas e per cogliere di sorpresa i residenti ed evitare che potessero liberarsi di alcune sostanze si sono introdotti in casa passando dalla finestra della camera da letto della figlia di Rumsas, che stava ancora dormendo. Contemporaneamente altre perquisizioni sono state eseguite nel ritiro della Altopack Eppela (compresi gli armadietti degli atleti) e nelle abitazioni dell’ex direttore sportivo Elso Frediani e dell’attuale dirigente Andrea Del Nista. Quest’ultimo, vista l’ora ha addirittura scambiato il poliziotto per un ladro.

Il blitz ha toccato anche Raimondas Rumsas, fratello più grande di Linas e omonimo del padre: il ragazzo attualmente corre per il Team Palazzago di Bergamo. Gli investigatori hanno perquisito il suo armadietto e la vettura. Le sorprese non sono mancate. Gli iscritti sul registro delle notizie di reato sono cinque e rappresentano la struttura della Altopack Eppela: Raimondas Rumsas (padre), Luca Franceschi, Narciso Franceschi, Maria Luisa Luciani, Elso Frediani. Andrea Del Nista, attuale dirigente, è persona informata sui fatti e la sua abitazione è stata perquisita ma non rientra tra gli indagati.

L'ipotesi di reato è procacciamento e somministrazione di sostanze dopanti, un reato che integra

la fattispecie della frode sportiva. La procura è ancora in attesa dell’esito degli esami tossicologici sui reperti biologici prelevati alla salma di Linas Rumsas, corridore della Altopack Eppela morto per un malore improvviso lo scorso 2 maggio. (g.p.)


 

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