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Un super computer a caccia di falsi malati nel settore pubblico

Dal 1° settembre controlli effettuati dagli ispettori dell’Inps. A Lucca la gran parte degli enti si affidava ai medici Asl

LUCCA. Nasce il Polo unico delle visite fiscali per scovare i “finiti malati” assenti da lavoro nei prefestivi e a ridosso dei weekend. Dal 1° settembre di quest’anno il compito di effettuare i controlli presso le abitazioni di chi manda un certificato spetta solo all’Inps. Fino ad ora le aziende pubbliche potevano scegliere: Asl o Inps. E a Lucca in molti propendevano per l’azienda sanitaria. La riforma targata Tito Boeri cambia le cose e si prefigge molteplici obbiettivi: innanzi tutto aumentare il numero dei controlli sui lavoratori pubblici, portandoli dagli attuali 300mila a oltre mezzo milione; in second’ordine razionalizzare le spese grazie alle economie di scala, dare omogeneità alle verifiche e gestire meglio il personale medico. In più si punta ad armonizzare il settore pubblico con quello privato. Gli enti pubblici intenzionati a chiedere una visita fiscale al domicilio del lavoratore non potranno più scegliere tra Asl e Inps.

Cosa cambia. Dal 1° settembre le aziende sanitarie sono esentate da questa mansione: i lavoratori del pubblico rientrano tutti nell’ambito di competenza del Polo unico che fa capo all’Inps. Non solo: d’ora in poi anche nel settore pubblico l’Inps potrà disporre direttamente le verifiche senza che sia il datore di lavoro a chiederle. Una novità, importante che ha l’obiettivo di abbattere il tasso di assenteismo del pubblico, assai più elevato che nel privato. Secondo i dati citati da la Voce.info nel privato rappresenta il 5% del monte ore annuale (è uno dei più bassi d’Europa) mentre nel pubblico sale a oltre il 12%. Una differenza difficilmente spiegabile e che la riforma punta ad abbattere concentrando i controlli in un unico ente. Non solo: ora che l’Inps potrà disporre in proprio i controlli sui lavoratori pubblici, il compito di stabilire a quale porta bussare verrà affidato a computer. Funziona così: l’Inps riceve telematicamente tutti i certificati di malattia e un sistema sofisticato li elabora scegliendo gli eventi più probabilmente passibili di riduzione di prognosi. Le visite dovrebbero inoltre concentrarsi nei giorni a ridosso dei fine settimana e dei ponti, in cui si moltiplicano gli eventi di malattia. Per il momento, invece, le fasce di reperibilità restano distinte: sette ore per i lavoratori del pubblico (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18), appena 4 per quelli del privato (dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 17 alle 19).

L’impatto su Lucca. La riorganizzazione avrà un notevole impatto anche in Lucchesia, dove gli enti pubblici che finora si rivolgevano all’Asl e non all’Inps, erano molti. Secondo i dati forniti dall’azienda sanitaria nel 2014 sul territorio della ex Asl 2 di Lucca sono state effettuate 1991 visite, tutte su richiesta dei datori di lavoro. Ad occuparsene sono stati 7 operatori. Purtroppo non è dato sapere la percentuale di assenza o altre irregolarità ravvisate. Più completi i dati forniti dall’Inps (ma relativi a tutta la provincia): 3.502 visite nel 2014 con appena 37 assenze (1%) e 3.283 nel 2015 con 105 assenze (3,2%). L’istituto nazionale di previdenza distingue i controlli in tre diverse tipologie. Da un lato ci sono le visite mediche disposte (e pagate) dall’Inps sui lavoratori privati (2.293 nel 2014 e 2042 nel 2015); dall’altro le visite mediche richieste (a loro spese) dai datori di lavoro dei dipendenti pubblici e privati (1.209 nel 2014 e 1.241 nel 2015); infine le visite mediche di controllo ambulatoriali (37 nel 2014 e 105 nel 2015). Su quest’ultimo dato è il caso di soffermarsi, perché ci dice quanti sono i lavoratori risultati assenti al primo controllo. Quando il medico si presenta al domicilio del malato e non lo trova in casa gli lascia un avviso nel quale lo invita a presentarsi il tal giorno e alla tale ora in un ambulatorio medico. Se anche in questo caso il lavoratore diserta l’appuntamento senza un giustificato motivo allora scatta la sanzione nei suoi confronti.

All’Asl oltre
terzo dei controlli.
Al di là delle assenze, la questione rilevante sul nostro territorio è il peso delle visite effettuate dall’Asl: confrontando sono circa il 36% di tutte quelle effettuate nel 2014. Ora queste quasi 2.000 visite ai lavoratori pubblici saranno di competenza Inps.

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