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Una festa per i novant’anni dell’asilo di Sant’Alessio

Lucca: dal 1927, intere generazioni hanno varcato il cancello della struttura. Tutt’oggi, si insegnano valori e tecniche di una volta, come l’arte del ricamo

LUCCA. Novant’anni di attività, una vita intera. Anzi, tante. Tantissime. Storie di generazioni, di piccole manine divenute sempre più mature, di futuro fatto presente, di bambini cresciuti nel tempo come architetti, insegnanti, operai, avvocati, contadini, ingegneri e di altrettanti con un avvenire da scrivere ancora da zero.

Pensare a quanti giovani allievi abbiano varcato l’entrata dell’asilo Mater Boni Consilii, è quasi impossibile perché, quando don Angelo Fanucchi, nel 1927, aprì per la prima volta le porte della struttura agli alunni di allora, forse non poteva nemmeno immaginare che avrebbe costruito qualcosa di tanto grande e duraturo. Solido e accogliente, come una vera famiglia. Propositivo e concreto, come un istituto di formazione ed educazione. Una scommessa vinta per la comunità e giocata nel 1915, quando il parroco di Sant’Alessio acquistò la villa di Puccio chiedendo un prestito ai frati della Certosa di Farneta che ammontava a 46.000 lire. Una somma alta per i tempi che correvano, tanto che, per restituirla, nel 1928, don Angelo Fanucchi si recò in America a chiedere aiuto ai parrocchiani emigrati che avevano fatto fortuna. Dall’acquisto dell’immobile, servirono ben dodici anni per mettere in piedi tutta l’organizzazione – dall’ampliamento di due stanze al muro di cinta - celebrata con una grande festa di inaugurazione nel giardino della scuola.

Era il 1927, esattamente novant’anni fa. Le trecce lunghe, i calzettoni bianchi e i grembiulini dei bambini, incorniciavano un momento storico da immortalare. Nella fotografia d’epoca, le suore Teresiane di Firenze, con il bavero bianco e il piglio severo che tutti ancora ricordano. A loro, infatti, venne affidato il compito di crescere quegli adulti del domani, con l’aiuto di don Fanucchi che, prima di andarsene, fece edificare la chiesina, inaugurata il 21 settembre 1951, per evitare che ogni sabato, per la Messa del fanciullo, si dovessero portare le panche nella sala dell’asilo. Purtroppo, il parroco morì due mesi prima, ma nel 1953 la salma fu trasferita all’interno della chiesina, secondo il suo desiderio.

Dal 1951 al 1977, fu don Ugo Petrini a proseguire l’opera. Nel 1968, acquistò lo scuolabus con diciotto posti e risistemò alcuni pavimenti, dotando la villa di un impianto idraulico e di un bagno. Nel 1974, fece installare l’impianto di riscaldamento e rinnovò la cucina delle suore. Più tardi, a lui subentrò, nel 1977, don Samuele Tognarelli che, nel 1981 dovette fare i conti con un imprevisto: la Madre superiora decise di destinare le suore Teresiane ad un’altra sede. Per nove anni, l’asilo venne gestito da personale laico fino a che, nel 1990, la Congregazione spagnola delle suore Terziarie Cappuccine della Sacra Famiglia, furono assegnate alla struttura di Sant’Alessio. Per ospitarle, fu ricavato un appartamento al piano superiore, mentre lo spazio adibito a vigna e pollaio fu trasformato in un parco per bambini. Nel 2005 la conduzione dell’istituto tornò nelle mani di personale laico, fino al 2009 quando accettarono il servizio le suore Oblate dei SS Cuori di Gesù e Maria che rimasero fino al 2013. Da allora, la scuola materna – che nel 2003 è stata classificata come paritaria - e il doposcuola sono gestite sempre dal consiglio pastorale e da una commissione operativa. Sono state assunte sette persone che, aiutate da volontari, continuano a essere un punto di riferimento per il paese. Proprio come un tempo, infatti, quando sulla facciata spiccava la scritta “Asilo infantile scuola di lavoro”, alla Mater Boni Consilii si insegnano i vecchi mestieri. Fra tutti, l’arte del ricamo dove i docenti continuano ad essere vecchi alunni affezionati che, in quelle stanze, hanno lasciato il cuore. «Ricordo quando scendevamo gli scalini per andare giù a ricamare – racconta Ida Lucchesi, oggi nel comitato dell’asilo – Guardavamo incantate le ragazze più grandi che si facevano il corredo e, una volta all’anno, facevamo una mostra con i nostri prodotti». Memorie ancora vive anche nella mente di suor Elisabetta della Trinità che, nell’opuscolo realizzato dal comitato in occasione dei novant’anni della struttura scrive: «Ho frequentato l’asilo con i miei fratelli e ho respirato in casa e nel paese l’amore per l’istituto. Non posso dimenticare la gioia di stare insieme, le recite, i pranzi sotto i tigli dove imparavamo a confezionare tanti lavoretti». Negli anni, ovviamente, qualcosa è cambiato, ma non l’impegno con cui, ogni giorno, nelle stanze dell’asilo ci si dedica a gettare la basi per formare cittadini attenti e curiosi.

Oggi gli iscritti sono circa una cinquantina, oltre ai venticinque ragazzi che partecipano al doposcuola e a quelli che vengono per la mensa. Una grande famiglia dove, i protagonisti, restano i bambini, quelli di oggi e quelli di ieri: figli, ma anche nonni, mamme e papà che, in novant’anni di storia, hanno ricevuto, e tramandato, l’arte del fare e del fare a mano, appresi in quella longeva “palestra di vita”.

Per festeggiare il compleanno dell’asilo, stasera alle 18 verrà organizzato uno speciale compleanno
con una Messa celebrata nel parco della struttura. Alle 21 il Vescovo, Monsignor Italo Castellani interverrà per una benedizione e sarà possibile gustare la cena preparata dai genitori. Il ricavato, verrà utilizzato per l’acquisto di giochi da inserire nel giardino dell’edificio.

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