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Un masso colpisce treno in corsa, tragedia sfiorata sulla Lucca-Aulla

L’episodio è avvenuto mercoledì sera all’altezza di San Pietro, salvi padre, madre e la figlia piccola. Da chiarire se l’oggetto che ha distrutto il vetro sia legato ad un incidente o a un gesto volontario

LUCCA. Una tragedia sfiorata, una bambina piccolissima che dormiva beatamente senza potersi (per fortuna) accorgere che quei doppi vetri rinforzati le hanno salvato la vita. Saranno gli inquirenti a stabilire se quel sasso lanciato mercoledì sera, 12 luglio, su un treno in corsa all’altezza della stazione di San Pietro a Vico, è stato frutto di una bravata, di un incidente fortuito o di un ostacolo giunto durante la percorrenza del corso.

È successo tutto in fretta: la corsa 6988 partita da Lucca alle 21.48, ultimo convoglio diretto in Garfagnana e sempre occupato dagli ultimi pendolari o turisti diretti nella Valle. Il treno, sul quale viaggiava una ventina di persone, era appena partito dalla stazione di San Pietro. Dopo poche centinaia di metri, all’altezza dei campi prima di immettersi sul drizzone verso Ponte a Moriano, ha rischiato di diventare una trappola: «Eravamo in viaggio, stanchi e assenti come è normale che sia a quell’ora – afferma Francesca, una pendolare abituale di quel convoglio - quando abbiamo sentito un botto sordo, senza capire cosa fosse accaduto. Immediatamente abbiamo visto un vetro sgretolarsi, ma per fortuna non si è rotto in mille pezzi, perché seduto proprio lì c’era un giovane padre, sua moglie con una bimba di pochi mesi».

Il mezzo non si è fermato, perché nell’immediato nessuno si era reso conto della gravità della situazione. Solo nella successiva fermata, allertato dai passeggeri, il personale ha verificato l’entità del danno. Non ci sono state conseguenze drammatiche solo per la tempestività del giovane padre e i dispositivi di sicurezza del treno, dotato di doppi vetri spessi a prova di sassi. Tuttavia, lo choc a bordo del convoglio è stato evidente.

«Per fortuna che la piccola dormiva e non si è accorta di nulla – continua Francesca -. Perché se ci fosse stato un vetro più sottile, a quest’ora parleremmo di gravi conseguenze». La prassi prevista dai regolamenti di Rfi prevede che il personale di bordo debba avvisare la sala circolazione di stanza a Pisa Centrale, dettagliare la vicenda e i dirigenti movimento hanno avvisato le forze dell’ordine.

La stazione di San Pietro a Vico, scambio nevralgico per le coincidenze sulla tratta Lucca – Aulla, è sprovvista di telecamere, e quindi non sarà facile risalire ai possibili autori dell’insano gesto. Il buio pesto e soprattutto la velocità del treno in movimento, potrebbero aver consentito ai protagonisti di scappare
e passarla liscia. Una questione di attimi, e si starebbe a parlare di ben altri esiti. È il primo caso conclamato di questo tipo sulla tratta a nord della provincia, e si spera resti un episodio isolato, anche se il bisogno di sicurezza è percepito dalla popolazione in maniera evidente.

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