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Armi, coltelli e cioccolato nella vetrina di via Cenami

La storia del fondo che per oltre un secolo ha ospitato Ruberti e che dal 2004 è stato trasformato in una mecca per golosi

LUCCA. Fino a qualche anno fa c’era in pieno centro a Lucca un angolo di avventura e di esotismo. Un piccolo fondo, quello dell’armeria (ma la definizione è senz’altro riduttiva) Ruberti in via Cenami, ma dove la fantasia poteva spaziare nei panorami fantastici e letterari che viaggiano fra le giungle di Conrad e Kipling, l’isola deserta di Robinson Crusoe e l’immancabile Malesia di Salgari e Sandokan.

Tutto nel microcosmo di una vetrina, dove stavano fianco a fianco coltelli dalla lama lunga e seghettata, boomerang australiani, canne da pesca. E poi oggetti di carattere più ludico, come il bersaglio per le freccette che fa tanto pub inglese e le stecche da biliardo. E racchette da tennis, articoli sportivi, e così via. Negozi d’altri tempi, si dirà. Beh, neanche poi tanto se si considera che l’armeria è stata aperta fino al 2004, con una storia più che centenaria alle spalle.

Ad aprire a due passi da Canto d’arco fu infatti nel 1898 il signor Ruberti. Sia l’impostazione della vetrina che quella dell’insegna risentono delle tendenze di quel periodo e sono simili a quelle di tanti altri negozi del genere. Gli infissi esterni sono in ferro verniciato: nella parte inferiore il vetro è sostiuito da lastre in ferro decorate, in quella superiore ci sono fregi color oro. La vetrina prosegue all’interno del negozio, chiusa da un infisso di ferro verniciato.

l’insegna che chiunque può vedere ora è opera della nuova attività che da tredici anni opera con successo nei locali di via Cenami, la cioccolateria Chocolat. Che, riprendendo la tradizione delle insegne storiche lucchesi, ha realizzato il più che classico pannello a sfondo nero con la scritta in oro e in corsivo.

Un’insegna che non ha sostituito niente, visto che per molti anni, durante l’attività dell’armeria, all’interno del portale lapideo c’era solo il vuoto lasciato dall’insegna originaria finita chissà dove.

La vecchia attività, portata avanti

dalla famiglia Gonzadi, si è trasferita fuori dalle Mura, all’Arancio, seguendo le orme di tanti altri negozi.

Al posto di coltelli e stecche da biliardo, oggi, ci sono cioccolatini e praline. Ma - a pensarci bene - anche il cioccolato ha un’origine esotica.
 

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