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Fallito l’hotel da sogno  sulle colline di Balbano 

Lucca: finirà all’incanto il cinque stelle “Villa Casanova”

LUCCA. L’idea era di quelle che sulla carta sembravano avere grandi probabilità di successo: una splendida villa padronale in mezzo al verde adibita ad hotel di gran lusso, strizzando l’occhio al turismo internazionale. Ma la crisi degli ultimi anni non ha perdonato. E così anche per l'albergo Villa Casanova sulle colline di Balbano è arrivato il momento di dichiarare fallimento e di cercare - in attesa della vendita dell’intero complesso - qualcuno che possa mandare avanti l’attività ricettiva per un anno, in modo da garantire la continuità aziendale.

La nuova vita dell’albergo Villa Casanova era stata battezzata fra il 2009 e 2010 ad opera di una coppia inglese, Marianne e Adel Ismail che dopo aver aperto una struttura ricettiva a Forcoli (nel comune di Palaia, in Valdera) avevano deciso di provare l’impresa anche in Lucchesia, acquistando e riadattando completamente la villa Seicentesca già adibita ad agriturismo. I coniugi Ismail trasformarono l’interno (oltre 1.200 metri quadri di superficie spalmati su quattro piani) ricavandovi 14 suite con rifiniture di lusso e mobili fatti arrivare dall’Inghilterra e dal sud della Francia. A impreziosire il tutto il grande parco e la vista spettacolare su valle Casanova e sulla Rocca di Nozzano: stesso panorama che si può godere dalla piscina all’aperto realizzata insieme a un campo da tennis. Oltre a questi, una serie di case coloniche all’interno della tenuta.

Una scommessa imprenditoriale che, tuttavia, non è andata a buon fine. Lo segnalano anche i bilanci della società, la “Immobiliare Massarosa srl”. L’ultimo disponibile, che si riferisce al 2015, riporta una perdita di esercizio di 194.000 euro. Quello precedente, al 31 dicembre 2014, aveva chiuso con un “rosso” di altri 243.000 euro.

La sentenza di fallimento, su istanza di un professionista lucchese, è arrivata a inizio maggio scorso. E già è stata preparata dal geometra Alessandro Cinelli la perizia sull’immobile in vista della vendita all’asta giudiziaria. Secondo i calcoli del professionista la villa padronale adibita ad albergo ha un valore di oltre 2.800.000 euro che vengono poi ridotti del 20% visto che siamo di fronte a una vendita “forzosa” e quindi scendono a 2.273.000 euro, valore dal quale si partirà per calcolare la base d’asta. Per questo passaggio, tuttavia, ci sarà da attendere.

Prima, a stretto giro di posta, il curatore fallimentare Michela Fantauzzi è stata autorizzata dal giudice delegato Giacomo Lucente a pubblicare un avviso per ricevere manifestazioni di interesse per gestire in affitto, per un anno, l’attività alberghiera. In questa maniera si otterrebbe infatti lo scopro di «garantire la continuità dell’attività e la conservazione del valore economico dei beni durante il tempo necessario per giungere alla vendita».

Il canone base che eventuali interessati dovranno offrire è di 60.000 euro per un anno, quindi 5.000
euro al mese. Le buste (se ne arriveranno) saranno aperte il prossimo 13 luglio ed entro sette giorni sarà siglato l’atto di affitto. Da quel momento l’albergo potrà riaprire, visto che le condizioni della struttura sono ritenute eccellenti.

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