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Fusione, la mossa di Fabbriche e Molazzana 

Giannini e Simonetti prospettano un’unione con Gallicano Saisi non chiude ma stigmatizza le decisioni prese dall’alto

GALLICANO. Un Comune unico della Bassa Garfagnana, che unisca le realtà di Gallicano, Molazzana e Fabbriche di Vergemoli. Un ente di oltre 5.600 abitanti, per iniziare un processo di fusione magari più ampio. Michele Giannini e Rino Simonetti, sindaci di Fabbriche di Vergemoli e Molazzana, hanno ufficialmente scritto al loro collega di Gallicano, David Saisi, di pensare ad un processo di unione tra Comuni che porti delle scelte condivise dal basso e non imposte dall'alto: «Sono diversi anni che ci confrontiamo - si legge nella lettera -per capire quale possa essere l 'assetto organizzativo più efficace e più efficiente per gestire le nostre comunità. La questione ruota attorno ad una eventuale fusione dei nostri Comuni, seguendo l'esempio di Sillano e Giuncugnano e Vergemoli con Fabbriche di Vallico. Siamo a chiederti quindi formalmente se vi sia, da parte tua, la volontà di far esprimere la popolazione di Gallicano». Un vero e prorpio coinvolgimento delle istituzioni e cittadini, che formalizzi quindi l'iter previsto dalla legge: dal consiglio al referendum, in tal senso, prima del 2019 ci si potrebbe fare.
Di fatto, Giannini e Simonetti hanno prospettato l'ipotesi messa in campo dal consigliere di opposizione a Gallicano, Daniele Venturini, il primo amministratore ad uscire formalmente allo scoperto dopo il progetto di Ardelio Pellegrinotti di un grosso comune formato da Barga, Coreglia Antelminelli e Gallicano. Una soluzione che avrebbe escluso i due comuni “estremi”, che quindi in tale modo, attraverso il forcing di Giannini e Simonetti, potrebbero avere un nuovo ruolo. Da parte sua, David Saisi ha pubblicamente esternato la sua disponibilità a trattare: «Permettetemi una considerazione personale e non condivisa con il gruppo di maggioranza con il quale devo ancora confrontarmi e che ovviamente può pensarla in maniera diversa. Contrariamente ai colleghi, per me
"fondersi" significa subire passivamente una decisione presa dall'alto. L'art.5 della costituzione Italiana recita che “la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali”. La fusione porta accentramento e non decentramento amministrativo».
Nicola Bellanova

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