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Fusioni, Villa si muove Come cambia la geografia 

Il “matrimonio” tra Fosciandora e Pieve ha messo in moto molti movimenti Fra questi quello sottotraccia fra i sindaci di Molazzana e Fabbriche di Vergemoli

CASTELNUOVO. Come cambierà (ancora) la Garfagnana? La possibile fusione tra Fosciandora e Pieve Fosciana è solo il primo di tanti movimenti che sono in atto nei territori. Infatti, apertamente o meno, sono tanti i contatti avviati tra i sindaci per capire se è possibile praticare la strada della fusione. Ad esempio, già da questa settimana, il sindaco di Villa Collemandina, Dorino Tamagnini, inizierà una serie di incontri sul territorio per raccogliere i pareri dei suoi paesani riguardo una possibile fusione. Con chi? Castiglione, in pole position, Pieve Fosciana e San Romano le possibilità.
Ci sono poi movimenti più sotto traccia come il dialogo avviato tra Rino Simonetti, sindaco di Molazzana, e Michele Giannini, sindaco già di un territorio “unito” come quello di Fabbriche di Vallico e Vergemoli. È il fallimento dell’Unione dei Comuni? Si arriverà mai ad avere solo pochi “grandi” comuni? Le domande sono quelle che si pongono gli osservatori, ma anche i cittadini che sono sì dispiaciuti di una possibile perdita di identità, ma sembrano comprendere che la strada della fusione sia l’unica possibile per mantenere la vita in questi territori. Ma il campanile divide e così ecco che Pieve Fosciana è pronta ad aprire le porte a Fosciandora e/o a Villa Collemandina, ma di una fusione con Castelnuovo non se ne vuole sentire parlare.
C’è chi corre “da solo” come Minucciano o Piazza al Serchio, dove sono saltati gli accordi che l’ex sindaco Fantoni stava portando avanti con San Romano, Vagli, dove Mario Puglia impera, o Careggine, il comune più piccolo della zona con meno di 600 abitanti. Per comuni come Castelnuovo o Gallicano, invece, “attrarre” è difficile perché i “piccoli” vicini temono di essere incorporati e di perdere servizi e rappresentatività.
Ma come potrebbe essere la Garfagnana 2.0? Senza travalicare i confini con la Mediavalle, dove c’è un’altra Unione dei Comuni e perfino un’altra Diocesi, ecco che un’ipotetica nuova geografia del territorio potrebbe vedere, venendo da Lucca, un primo grande comune con Gallicano, Fabbriche di Vergemoli e Molazzana, poi il secondo comune con Castelnuovo, Careggine, Fosciandora, Castiglione e Pieve Fosciana, un altro comune con riferimento Piazza al Serchio con Camporgiano, San Romano e Villa Collemandina ed infine un quarto comune con Minucciano, Sillano-Giuncugnano e Vagli, territorialmente molto esteso. Chiaramente i “confini” possono essere scritti diversamente, ma non è prendendo la cartina che si può intuire il futuro che dipende dai rapporti politici ed anche dalle necessità di fusione, ovvero situazione economica. Per questo Vagli, pur essendo un comune sotto i mille abitanti, può mantenere la sua “indipendenza” grazie ai ricavi del marmo, per questo Piazza al Serchio adesso è più vicino
a Sillano-Giuncugnano o Camporgiano piuttosto che a San Romano. Tutto questo potrebbe considerarsi esserci già con l’Unione dei Comuni, ma economicamente l’ente non ha la stessa forza che può avere un comune accorpato grazie ai finanziamenti di Stato e Regione.
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