Quotidiani locali

Pistola rubata e riapparsa,
c’è un ispettore indagato
 

Blitz dei carabinieri nella sua abitazione e al comando di piazzale San Donato. Acquisiti atti redatti a mano per compararli con il foglio ritrovato vicino all’arma 

LUCCA. Una doppia perquisizione. Nella sua abitazione e al comando di piazzale San Donato. Il giallo della pistola scomparsa nella sede della polizia municipale e riapparsa dopo una settimana si arricchisce di un nuovo episodio. I carabinieri del reparto investigativo si presentano con un decreto di perquisizione a casa e in ufficio di un ispettore dei vigili urbani. Debbono acquisire dei manoscritti redatti di pugno dall’ispettore in questione per poterli comparare con la scritta a mano «Stai attento la prossima volta» rinvenuta quel pomeriggio del 27 marzo scorso accanto alla rivoltella marca Tanfoglio 21x9 tra le scale d’accesso alla segreteria e l’ufficio contravvenzioni. Segno evidente che l’ispettore in questione è formalmente indagata. L’accusa è di simulazione di reato anche se non sembra essere l’unica mossa nei confronti dell’ispettore.

leggi anche:

Alle operazioni di sequestro, che compresa la redazione del verbale durano alcune ore, partecipa anche il legale di fiducia dell’esperta guardia municipale caduta letteralmente dalle nuvole quando ha appreso la notizia. Si ritiene completamente estranea alla vicenda e il suo legale chiederà un interrogatorio al sostituto procuratore che si occupa dell’inchiesta. Prima di fare qualsiasi considerazione servirà però il risultato di una consulenza calligrafica per analizzare, confrontare, valutare e supervisionare i documenti sequestrati dai carabinieri e scritti a mano dall’ispettore dei vigili e il foglio A4 anch’esso scritto a mano con i caratteri della stampa e rinvenuto accanto al revolver poco meno di un mese fa. Se i principi di valutazione non collimeranno l’accusa cadrà altrimenti la vicenda prenderà una direzione ben precisa.

La pistola era stata smarrita dal vigile urbano Samuele Belli che è stato sentito a lungo dai militari come persona informata dei fatti. Non è da escludere che, dalle sue dichiarazioni verbalizzate, gli inquirenti abbiano imboccato una pista ben precisa. Di certo c’è che, prima del ritrovamento dell’arma, la procura aveva inviato i carabinieri al comando di piazzale San Donato per effettuare una perquisizione negli armadietti di tutti i vigili urbani per capire se il revolver fosse stato occultato per errore o volontariamente in un mobiletto-spogliatoio diverso da quello del possessore. Ma il controllo aveva dato esito negativo e negli armadi non erano stati notati segni di forzature. Una cosa è certa: non c’è pace tra i «ghisa» lucchesi. 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Lucca Tutti i ristoranti »

Il mio libro

SPEDIZIONI FREE

Stampare un libro, ecco come risparmiare