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L’OMICIDIO DI VANIA VANNUCCHI 

Nuovo sciopero dei penalisti e il processo rischia il rinvio

LUCCA. Si profila un nuovo rinvio del processo per l’omicidio di Vania Vannucchi, l’operatrice sanitaria cosparsa di benzina e arsa viva da un uomo, Pasquale Russo, che non voleva arrendersi all’idea...

LUCCA. Si profila un nuovo rinvio del processo per l’omicidio di Vania Vannucchi, l’operatrice sanitaria cosparsa di benzina e arsa viva da un uomo, Pasquale Russo, che non voleva arrendersi all’idea di perderla. L’udienza, fissata per martedì 2 maggio davanti al gup Antonia Aracri, rischia seriamente di slittare ad altra data, forse a giugno. Il motivo? Uno sciopero delle Camere Penali indetto a livello nazionale. Il terzo nel giro di un tre mesi. Era già accaduto il 20 marzo scorso quando i legali dell’imputato - gli avvocati Gianfelice Cesaretti e Paolo Mei - aderirono all’astensione con il giudice che fissò la nuova udienza nel primo giorno utile che, consultando l’agenda, era proprio il 2 maggio. Non poteva sapere il giudice che per quella data e sino al 5 maggio di lì a poco tempo le Camere Penali avrebbero indetto altre giornate di sciopero per protestare contro la riforma della Giustizia del ministro Orlando. Il 14 febbraio, il giorno di San Valentino, la prima data dell’udienza davanti al gup nella quale avvennero le costituzioni di parte civile con l’avvocato Elena Libone (legale che assiste i genitori e i figli della vittima), Marco Taddei (che assiste l'ex marito della donna, Andrea Barsali) e Simona Salvanetti (che tutela l'associazione e centro antiviolenza Luna presieduto da Daniela Caselli in prima fila nel sostegno alle donne vittime di abusi e stalking). Il 20 marzo avrebbe dovuto svolgersi l’udienza e forse si poteva arrivare alla conclusione del procedimento penale nel quale Pasquale Russo è accusato di omicidio aggravato da crudeltà e premeditazione, stalking e furto in abitazione.
Rischia l'ergastolo con isolamento diurno come prevede la pena edittale. Lo sciopero ha fatto slittare il processo al 2 maggio e adesso c’è il forte rischio di un nuovo rinvio che aggiungerebbe amarezza all’immenso dolore dei familiare che chiedono giustizia per questo orribile delitto.

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