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Piazzetta dei libri, 20 anni e non sentirli  

Il progetto degli operatori di Corte del Biancone oggi è di creare una rete europea di venditori di vecchi volumi

LUCCA. Che sia per rito, per caso o per amore, fermarsi a curiosare fra gli scaffali della “Piazzetta del libro” alla ricerca di miti di carta e di profumi ingialliti, è come entrare in una storia, anche se senza copertina. La storia di chi, dal 1997, cammina fra le bancarelle dei volumi antichi come se passeggiasse in tante vite: frugando come cercatori d’oro fra mensole e ripiani, fra pagine toccate da mani e mani, fra testi che hanno vissuto in chissà quali case. Non tutti sanno però che il vero nome dell’area compresa fra piazza San Giusto e via Beccheria, è Corte del Biancone perché a ribattezzare questo luogo sospeso nel tempo, è stato ciò che da vent’anni vi si può trovare.
Un mondo di cui la toponomastica non avrebbe potuto tenere conto: riconosciuta ufficialmente da una delibera del consiglio comunale di Lucca sul “Mercato rionale, specializzato per la vendita di libri usati e di seconda mano” - la n°192 del 13 novembre 1996 - da allora la zona è stata soprannominata “Piazzetta del libro”.
«Da quel documento ci sono voluti pochi mesi perché lo spazio prendesse vita nella primavera del 1997 – racconta Maurizio Pera, 65 anni, titolare di uno dei banchi e dello Studio bibliografico Pera -. Il 21 e il 22 aprile festeggeremo il ventennale con la firma di un protocollo di gemellaggio tra gli operatori della Piazzetta, la Association culturelle des bouquinistes di Parigi e l’Associazione Montereggio Paese dei librai».
L’associazione francese raccoglie circa 240 “bouquinistes” della Senna: attività che rientra dal 1991 nel patrimonio mondiale dell’Unesco. L’obiettivo, anche attraverso Pontremoli e Montereggio, è quello di riuscire a creare una rete europea. «L’idea mi è venuta guardando nel database dove ho contato 2.200 libri francesi. Considerando che compro solo nelle case lucchesi e toscane, mi sono incuriosito sul flusso di volumi fra la Francia e la nostra città». Uno scambio che, ogni giorno, prosegue in tutto il mondo.
Grazie all’antiquariato librario, quelle opere lette e poi lasciate nel cassetto o nella soffitta, infatti, partono per viaggi più lunghi, spesso inimmaginabili se pensiamo che, dagli esordi della sua attività, soltanto dalle mani di Pera sono passati circa un milione di volumi. «Solo nel negozio, ne ho schedati 141.000. Oggi ne abbiamo 39.000, ma sommati a quelli arrivati sulla bancarella raggiungiamo una cifra a sei zeri».
La storia dei librai di Corte del Biancone ha il sapore della tradizione. La prima bancarella storica lucchese fu la Galleri in via Pescheria negli anni 50. Nel 1969 Maurizio Pera iniziò l’attività con alcuni colleghi in piazza XX Settembre con una presenza saltuaria. Intanto, in piazza San Giusto, il piccolo chiosco che vendeva fumetti fu ceduto a Claudio Masoni.
«Nel 1997 ci riunimmo tutti in Corte del Biancone – racconta Stefano Cinquini, 60 anni, titolare di uno dei banchi –. All’inizio eravamo in quattro: io, Maurizio Pera, Claudio Masoni e Paolo Telesca. Il 15 marzo del '97 insieme a Maurizio aprii anche il negozio, presente ancora oggi nella stessa piazzetta». Negli anni, però, qualcosa è cambiato. Dopo la scomparsa di Claudio Masoni nel novembre del '98, gli stand sono rimasti tre, con Cinquini, Telesca e Pera. Quest’ultimo è diventato l’unico titolare dello Studio bibliografico, mantenendo anche il banco. «Qualitativamente, piano piano ci siamo perfezionati – aggiunge Cinquini –, mantenendo la stessa impostazione di partenza».
A trasformarsi è stato invece l’approccio dei clienti. «Nel '69 c’era sorpresa nel vedere i libri nelle piazze – racconta Pera – erano testi nuovi. A metà anni '90, il terreno era stato ormai dissodato. Era il periodo migliore perché giravano ancora soldi, c’era un’idea diversa di futuro: si leggeva per imparare. Oggi, rispetto a un’edizione aldina del ’500, c’è più interesse verso un album di figurine Panini e, fra un autografo di Galileo e uno di Michael Jackson, vendiamo meglio il secondo». Una fotografia che fortunatamente trova conforto in una fetta di giovani che si appassionano alla ricerca dei libri di una volta. «A Lucca sono invece scomparse le piccole librerie – prosegue Pera -. Ci sono solo le grandi catene che propongono i best seller o i soliti volumi. Questo fa mancare uno scalino di mezzo importante per i ragazzi che crescono». Da qui l’importanza di proseguire il lavoro della Piazzetta del libro, per tramandare un sapere storico, spesso inedito, certamente unico.
«Non necessariamente chi cerca uno scritto sa cosa vuole. In questo senso, la bancarella è un messaggio comprensibile con estrema facilità – affermano i due colleghi -. Oggi molte persone vendono i volumi per bisogno di spazio e le biblioteche non hanno più la sacralità di una volta: lo scopo della nostra attività è dare al libro nuova vita».
A questa, Pera ha affiancato anche lo shop online per potersi mettere in contatto con il mondo: un’intuizione arrivata in tempi non sospetti, nel 1999. «Internet permette di scovare un’opera ovunque si trovi. È possibile farlo perfino se non esiste, grazie alle copie digitalizzate dell’ebook». La sua strategia vincente è di tenere un piede nel passato, uno nel presente e gli occhi puntati al futuro. Nessuna contraddizione, a suo avviso: leggere un buon libro è un piacere indipendentemente da quale sia il supporto. Il segreto per continuare questo mestiere è solo uno: «La passione – confessa Cinquini –, la stessa con cui ho iniziato vent’anni fa». Tenerla viva
è l’essenza del loro lavoro. «Permette di continuare a imparare, a scoprire, a essere curiosi – conclude Pera -. Mi piace pensare che almeno alcuni dei testi che ho venduto siano andati a buon fine: che abbiano lasciato un segno. Un libro è un’emozione prolungata».
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