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Assi viari, arrivano i soldi dello Stato

Lucca: a giorni pubblicata in Gazzetta ufficiale la delibera Cipe che stanzia 67 milioni

LUCCA. L’ultimo miglio è dietro l’angolo: a giorni dovrebbe essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale la delibera del Cipe che stanzia i 670 milioni di euro per il primo lotto del sistema tangenziale di Lucca, cioè l’asse Nord-Sud da Ponte a Moriano fino alla rotatoria di Antraccoli. Il documento fu approvato nella seduta dello scorso agosto. Ma, come avviene per ogni delibera di questo organismo, prima di essere pubblicata in Gazzetta deve superare una serie di passaggi e controlli. L’ultimo, definito qualche giorno fa, è stato quello dalla Corte dei Conti.

Aspetti formali - ma fino a un certo punto. Perché se è chiaro che la volontà politica di realizzare l’opera dopo decenni di stop and go è stata “cristallizzata”, d’altra parte i soldi (ai quali vanno aggiunti 17 milioni della Regione) non saranno disponibili prima della pubblicazione della delibera. Dunque, il passaggio che avverrà nel giro di qualche giorno è sì un traguardo ma anche un (nuovo) punto di partenza per il progetto degli Assi. Da quel momento, infatti, Anas avrà a disposizione le risorse per entrare nel concreto: redigere il progetto definitivo ed esecutivo dell’opera, bandire le grae d’appalto europee per individuare le ditte che realizzeranno l’infrastruttura e, infine, aprire i cantieri.

Durante il suo incontro in Comune a Lucca con le istituzioni locali il ministro delle infrastrutture Graziano Delrio aveva fissato come obiettivo per il via ai lavori «la fine del 2017, al massimo i primi mesi del 2018». Una previsione che, dunque, potrebbe essere rispettata. Ma il condizionale è d’obbligo. Non solo perché gli intoppi, in gara d’appalto così imponenti, sono sempre dietro l’angolo. E non solo perché anche con i cantieri aperti non si può mai dormire fra quattro guanciali: il caso del raddoppio della Lucca-Firenze, con il “caso-Montecatini” e solo l’esempio più recente. Nel caso degli Assi viari c’è un nodo da sciogliere a monte, in carico ad Anas: la stesura del progetto definitivo, che dovrà enere conto di tutta una serie di prescrizioni e indicazioni arrivate dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, dall’Inchiesta pubblica durante la procedura di valutazione di impatto ambientale della Provincia e dai risultati della stessa Via.

Sono modifiche ritenute essenziali per la compatibilità ambientale del progetto e per la sua sostenibilità economica: ridurre l’altezza del “rilevato”, prevedere maggiori collegamenti con la viabilità locale e, soprattutto, cassare la previsione del passaggio sotterraneo dell’Acquedotto del Nottolini. Questi (e altri) cambiamenti consentiranno di ridurre i costi del progetto totale, che prevede anche il collegamento da Ovest a Est lungo l’A11 e poi su via Chelini, fino al casello del Frizzone. Un punto essenziale che ha permesso di inserire questo secondo lotto all’interno del piano operativo delle infrastrutture, con il risultato di ottenere, sempre al Cipe, altri 125 milioni per completare l’opera (in questo caso la delibera è ancora all’esame della Corte dei Conti).

Ma c’è anche un aspetto politico e di rapporto fra istituzioni: le modifiche sono chieste a gran voce soprattutto dal Comune di Capannori e dal suo sindaco (nonché presidente della Provincia Luca Menesini), che da tempo sostiene che i nuovi Assi non debbano servire solo a liberare dal traffico la Circonvallazione di Lucca peggiorando in contemporanea viabilità e vivibilità della Piana.

Detto questo, a quanto risulta ancora l’Anas

non ha pronto questo progetto definitivo. Ed è dunque probabile che, nelle prossime settimane, gli occhi (e magari anche le “pressioni”) di istituzioni e politiche locali possano rivolgersi proprio verso l’azienda pubblica che gestisce la rete delle strade statali.

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