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Arte e cucina in lutto
per Andrea Salvetti

Lucca, il designer è stato stroncato da un infarto durante una gita

LUCCA. È stato trovato morto la mattina di sabato 18 marzo dentro il furgone nel quale aveva passato la notte a Saturnia, in provincia di Grosseto. Sulla stradina che conduce alle “cascatelle” nessuno aveva fatto caso a un grosso furgone bianco parcheggiato come tante altre macchine in fila. Eppure dentro quel mezzo si era consumato una tragedia: un uomo era morto. A trovare senza vita l’artista Andrea Salvetti, 49 anni originario di Massarosa ma da tempo residente in Lucchesia è stata l’amica che si trovava con lui. La donna, originaria di Milano ha chiamato i carabinieri. I militari, a loro volta, hanno allertato il 118: la chiamata all’ambulanza della Misericordia di Manciano è arrivata intorno alle 9.30. Quando i soccorritori sono arrivati non hanno potuto far altro che constatare il decesso di Salvetti. Il medico del 118 ha avvertito, come da prassi, il medico necroscopo per la ricognizione del cadavere e la constatazione del decesso. È stato avvertito anche il reparto della scientifica dei carabinieri: erano passate alcune ore dalla morte dell’uomo all’allarme lanciato dalla donna che era con lui. Ma non ci sarebbe alcun mistero nella morte dell’uomo: Salvetti sarebbe stato stroncato da un infarto. Soffriva di cuore e si è sentito male durante la notte. Un malore fatale.

Uno choc per l’ambiente dell’arte della Lucchesia, della Versilia e di tutta l’Italia. Ma non solo: anche il mondo della cucina “d’autore” è in lutto, perché l’attività di Salvetti era strettamente intrecciata a quello che avviene dietro i fornelli e nelle sale dei ristoranti.

Il suo cammino professionale e creativo, d’altra parte, è stato variegato. Da Bozzano, sua frazione di origine, aveva frequentato il liceo artistico di Lucca e poi la facoltà di architettura a Firenze.

I suoi primi lavori risalgono agli inizi degli anni Novanta, periodo nel quale già si segnala anche a livello internazionale per le sue “sculture di arredamento”. Lavori che segue in tutte le fasi, dalla fusione alle saldature all’assemblaggio. Ed è proprio in quegli anni che si avvicina all’altra sua grande passaioni: il mondo della ristorazione. E lo fa non solo con i suoi arredamenti, ma anche con strumenti realizzati ad hoc: fra le sue creazioni un particolare affumicatore e poi la “mistery”, una sorta di cloche che viene scaldata sul fornello e poi, mentre il piatto raffredda, cuoce il cibo all’interno come in un forno. Nelle ultime settimane stava lavorando a un progetto di una “cucina da campo” che funzionasse solo con la legna. Nel 2004 si trasferisce insieme alla famiglia in un agriturismo completamente rinnovato nel territorio di Pescaglia, mentre il suo spazio espositivo, ricavato in una struttura industriale dismessa lungo il Brennero. Importante la lista delle sue collaborazioni con i grandi nomi della cucina italiana, per eventi o performance: ad esempio nel 2015 per concludere degnamente l’“Anteprima vini grand cru della Costa Toscana” organizza una serata nel segno dell'improvvisazione con - fra gli altri - Damiano Donati, Davide Scabin, Valeria Piccini e Igles Corelli. Nel corso degli anni Salvetti è stato invitato alle più importanti manifestazioni dedicate all'arte, a cominciare dalla biennale di Venezia. E le sue opere sono state al centro di innumerevoli mostre: fra le altre e per citare solo quelle in zona al “Musa” e a Palazzo Panichi a Pietrasanta, al “Carrara marble weeks” e alla tenuta di Valgiano. Non sono mancate neanche le polemiche: aveva infatti fatto causa agli organizzatori dell'Expo milanese per il famoso "albero della vita", che riteneva essere stato copiato da una delle sue creazioni.

Dopo i rilievi della

scientifica la Misericordia di Manciano ha prelevato la salma che è stata portata all’ospedale di Pitigliano. Il sostituto procuratore di turno non ha disposto l’autopsia e la salma è stata quindi restituita ai familiari di Salvetti, che aveva tre figli.(i.a.-l.c.)

 

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