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Omicidio di Vania, prima udienza: ma sarà un rinvio

Lucca: l’associazione “Luna” chiederà di essere parte civile a fianco dei familiari dell’operatrice sanitaria bruciata viva

LUCCA. L’Associazione Luna, il centro antiviolenza di San Vito a tutela delle donne, martedì 14 febbraio si costituirà parte civile accanto ai genitori, ai figli e all’ex coniuge di Vania Vannucchi, l’operatrice sanitaria cosparsa di benzina e arsa viva da un uomo, Pasquale Russo, che non voleva arrendersi all’idea di perderla. La onlus ha ottenuto il nullaosta dalla famiglia della giovane madre uccisa e sarà rappresentata dall’avvocato Elena Libone il legale di fiducia di papà Alvaro e mamma Giovanna e dei figli di Vania (il marito carabinieri Andrea Barsali è assistito dall’avvocato Marco Taddei).

Una scelta che vuol testimoniare la vicinanza e il sostegno delle donne della Lucchesia in prima linea nella difesa di ogni forma di discriminazione nei confronti del genere femminile. L’udienza, che per un crudele gioco del destino si tiene proprio nel giorno di San Valentino, di fronte al giudice Antonia Aracri sarà puramente tecnica e riguarderà la costituzione delle parti, il conferimento, nel caso, d’incarichi peritali o la valutazione di eventuali eccezioni procedurali. Niente audizione di testimoni o inizio dibattimentale in udienza camerale. Non a caso, infatti, la mattinata vedrà altri procedimenti penali al vaglio del giudice dell’udienza preliminare.

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Strategia difensiva. Logicamente non ci sarà alcuna traduzione in tribunale per l’imputato del femminicidio. Pasquale Russo resterà detenuto nel penitenziario di Prato in attesa della fissazione dell’udienza di discussione che comunque non tarderà molto. Possibile che il giudice opti per un rinvio tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. Come noto all'udienza preliminare sono state date diffusamente tre funzioni: quella di filtro, quella di garanzia e quella di scelta eventuale fra i vari riti alternativi. E proprio sulla scelta del rito alternativo si concentreranno gli avvocati Paolo Mei e Gianfelice Cesaretti. I legali di Pasquale Russo sceglieranno il rito abbreviato che comporta uno sconto di pena. Non prima però di aver esplorato anche la pista legata al vizio parziale di mente dell’imputato.

Per questo motivo è stato nominato come consulente lo psichiatra Pietro Pietrini che, avrebbe, già avuto un colloquio nel carcere di Prato con l’autore del femminicidio. E che dovrà comunque relazionare sulla reale capacità d'intendere e di volere di Pasquale Russo, ex dipendente di una cooperativa che lavora per l’Asl, al momento di compiere il delitto. Nell’udienza di stamani non è prevista alcun deposito peritale da parte della difesa dell’imputato che, ricordiamo, è accusato di stalking, furto in abitazione aggravato e omicidio aggravato da crudeltà e premeditazione perché commesso ai danni di una persona già vittima di atti persecutori da parte dello stesso autore del delitto.

L’accusa. Per il pubblico ministero, Piero Alessandro Capizzoto, sulla base degli atti investigativi svolti dalla squadra Mobile della polizia, non è necessario chiedere una consulenza psichiatrica vista l'esistenza della capacità di stare in giudizio. Gli accertamenti eseguiti subito dopo il delitto avvenuto il 2 agosto 2016 dietro l’ex ospedale Campo di Marte sono ampiamente sufficienti per dimostrare che Russo avrebbe messo in atto un piano studiato da tempo e non in preda a un raptus improvviso.

 

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